Due giorni di Occitoberfest: scommessa vinta

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.
Due giorni di Occitoberfest is megl’ che uan, come diceva Stefano Accorsi a proposito di un gelato in uno spot che i giovanissimi probabilmente non hanno mai visto, visto che datava 1995, ma che è entrato nella cosiddetta memoria collettiva. Eh sì, l’evento folk per eccellenza di Savigliano ha raddoppiato le date ed ha vinto la scommessa.
Due serate da tutto esaurito, prima con i Modena City Ramblers e poi con i Lou Tapage (ospiti della manifestazione fin dalla prima edizione, datata 2018), oltre a tante altre iniziative che hanno unito più generazioni.
Al timone dell’evento la Consulta giovani, l’associazione Fucos e l’Assessorato guidato dal (giovane, ovviamente) assessore Filippo Mulassano. Il Comune ha dato il patrocinio, la Banca CRS il sostegno.
Venerdì sera, ragazzi di oggi e di ieri (anche perché i “Modena” sono sulla scena proprio dagli anni di quel famoso spot) si sono dati appuntamento sotto l’ala. L'atmosfera è stata subito incendiata dall’energia dei “Gamblers”, la formazione di spalla in arrivo dalle valli del Torinese, che ha aperto il concerto con un potente folk-rock.
Subito dopo, i “Modena” hanno proposto il meglio del loro repertorio combat-folk, non tralasciando né i loro grandi classici folk (“Un giorno di pioggia”, “Grande famiglia”, “I cento passi”, “Ninna nanna” e tante altre) né tantomeno i pezzi combat (“Una storia partigiana”, “Contessa”, “Bella ciao”). Due ore tirate, molto apprezzate da un pubblico partecipe.
Il sabato è stato dedicato maggiormente alle tradizioni occitane e del nostro territorio. Davanti all’ala si è tenuto un partecipato stage di danza d’Oc con la scuola Bal Folk Cuneo, mentre vari stand hanno proposto cibi, bevande, libri e prodotti fatti a mano. Nel pomeriggio, inoltre, si è svolta la passeggiata alla scoperta degli ecosistemi locali proposta da Vivo e Cammino sul sentiero del Maira.
Il sabato sera è stato infine dedicato al ballo occitano. A scaldare i presenti è stato prima il trio cuneese La Rueido, poi sul palco sono saliti i Lou Tapage, alfieri del rock-folk occitano made in Granda, molto amati dai giovani. Al ritmo di corente, polke e rigodon, l’ala ha brulicato di gente fin oltre la mezzanotte, quando i dj set “Scarti di riproduzione” ha concluso un evento che, senza particolari clamori, negli anni si è affermato come punto fisso del calendario cittadino e come calamita di pubblico. Obiettivo centrato.
Guido Martini





