Agente sventa una "truffa dell'oro" fingendosi il figlio della vittima

Assieme ai colleghi di Moretta, è riuscito a fermare i due malintenzionati
08 Ott 2026   

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Una telefonata sul telefono fisso, la storia della targa dell’auto della moglie clonata e le richieste di un falso Carabiniere e di un sedicente magistrato. Poi l’ordine di consegnare oro e gioielli a un fantomatico perito. La “truffa dell’oro” stava per andare in scena a Cardè, ma il piano è stato sventato grazie alla prontezza della vittima e all’intervento di Luigi Piccinonno, vigile saviglianese che una volta alla settimana presta servizio presso il Comune di Cardè.

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I fatti risalgono alla scorsa settimana. Un cittadino di Cardè ha ricevuto la telefonata di un uomo, con accento napoletano, che si è presentato come Carabiniere di Cuneo. Il falso militare ha raccontato che la targa dell’auto della moglie era stata clonata e utilizzata per una rapina ai danni di una gioielleria.
Mentre la vittima riceveva istruzioni al telefono, è entrato in scena un secondo interlocutore, presentatosi prima come procuratore e poi come magistrato. Le richieste sono diventate sempre più insistenti, fino a quella di controllare oro e gioielli presenti in casa. Un presunto perito dei Carabinieri sarebbe infatti arrivato per verificarne la provenienza.

Insospettita, la vittima ha cercato aiuto dai vicini. Non trovando nessuno, ha raggiunto il municipio, dove ha incontrato Piccinonno. Il vigile ha capito che si trattava probabilmente di una truffa e ha deciso di assecondare il piano, guadagnando tempo. Si è fatto passare per il figlio della donna e ha continuato a parlare con il sedicente carabiniere.
Poi ha contattato il 112 e si è messo in contatto con il maresciallo Frasca della stazione dei Carabinieri di Moretta. Con il supporto del Nucleo Radiomobile e dei militari delle Compagnie di Savigliano e Saluzzo è stata organizzata la trappola, preparando anche un pacchetto con l’oro che i malviventi pensavano di poter ritirare.

Il sedicente perito è arrivato a piedi davanti all’abitazione della vittima, in via Bollati, con un falso tesserino. Ad attenderlo c’era Piccinonno, che è riuscito a bloccarlo a terra con l’aiuto dei militari di Moretta. Nel frattempo, il complice ha tentato di fuggire in auto, ma è stato intercettato e fermato nella zona della Crociera di Barge.
I due uomini, un italiano e un cittadino di origine albanese, entrambi residenti nel Torinese e già noti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati.

L'agente Luigi Piccinonno

L'agente Luigi Piccinonno

La vicenda conferma il meccanismo della “truffa dell’oro”, basato sulla paura e sulla falsa autorevolezza di chi telefona: prima il carabiniere, poi il magistrato e infine il presunto perito incaricato di ritirare i preziosi. In questo caso, però, la prontezza della vittima e la collaborazione tra Polizia Locale e Carabinieri hanno trasformato il tentativo di truffa in una trappola per i presunti malviventi.

Paolo Biancardi