Inaugurato il nuovo monumento agli Alpini e consegnata una cittadinanza onoraria

Due appuntamenti pregni di significato nel corso del 12° Raduno degli Alpini della Piana Cuneese
16 Set 2026   

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Due simboli, un unico legame. Genola ha dedicato un monumento ai suoi Alpini e ha accolto ufficialmente tra i propri cittadini il 1° Reggimento Artiglieria terrestre da montagna.
È stato questo il momento centrale del 12° Raduno degli Alpini della Piana Cuneese, svoltosi lo scorso week-end, con una cerimonia che ha riunito in paese autorità civili e militari, associazioni, gruppi Alpini e numerosi cittadini.

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Il nuovo monumento è stato inaugurato in piazza Martiri, un luogo che, scelto dall’amministrazione comunale e dal gruppo Alpini di Genola, porta con sé anche una pagina drammatica della storia del paese. Proprio qui, il 29 aprile 1945, si consumò infatti l’eccidio nel quale undici persone furono arse vive e altre quattro vennero fucilate durante la ritirata delle truppe tedesche. «Abbiamo scelto questo giorno per inaugurare il monumento agli Alpini, che mancava a Genola – ha spiegato il sindaco Flavio Gastaldi –. L’idea era nata già al momento della costituzione del gruppo e mi era stata sottoposta più volte. Quando abbiamo saputo che Genola sarebbe stata sede del 12° Raduno degli Alpini della Piana Cuneese, abbiamo capito che questa era l’occasione migliore per realizzarlo».

L’opera è stata ideata, progettata e realizzata dal gruppo Alpini di Genola, con il sostegno del Comune, della Fondazione Cassa di Risparmio di Savigliano e di diverse imprese e professionisti che hanno contribuito con materiali, lavoro e competenze.
«Questo è un luogo carico di significato – ha aggiunto Gastaldi – e una delle facciate del monumento è dedicata proprio alla memoria dell’eccidio di Genola. In futuro, nelle occasioni di commemorazione, potremo ritrovarci qui per ricordare quei tragici fatti».

Ma il monumento non guarda soltanto al passato. Sulla struttura trova spazio anche il richiamo ai valori della solidarietà e della pace. «E quanto ne abbiamo bisogno in questi giorni e in questi tempi», ha sottolineato il sindaco, ricordando come il mondo alpino rappresenti un esempio concreto di servizio alla comunità. Poi una frase che racchiude il senso dell’intera iniziativa: «Abbiamo unito due cose che sembravano lontane e abbiamo fatto quello che Genola sa fare meglio: fare comunità».

Dalla piazza il corteo si è quindi spostato presso la Finestra sul castello per il secondo appuntamento della giornata: il conferimento della cittadinanza onoraria al 1° Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna.
«La cittadinanza onoraria è la massima onorificenza che può conferire un’amministrazione comunale», ha ricordato Gastaldi, sottolineando come Genola abbia sempre riservato questo riconoscimento a personalità e realtà considerate particolarmente significative per la comunità. La motivazione richiama il «preziosissimo servizio reso alla Patria in pace e in guerra e il sacrificio di tutti gli artiglieri caduti nell’adempimento del dovere per la difesa degli interessi nazionali e per la conquista della pace e della libertà».

Alla base della decisione c’è però soprattutto un rapporto concreto tra il Reggimento e il territorio. «Un Reggimento come il vostro è composto prima di tutto da donne e uomini che animano e popolano i nostri Comuni – ha detto il primo cittadino –. A Genola ci sono persone che fanno parte del vostro corpo, vivono qui, hanno messo su famiglia, portano i figli a scuola e partecipano alla vita delle associazioni».
Gastaldi ha ricordato anche l’impegno degli Alpini e dell’Esercito nelle emergenze: «Il nostro territorio è stato colpito da calamità naturali e la montagna è sempre stata in prima linea, mettendo a disposizione uomini, donne, attrezzature ed esperienza per venire in soccorso allo Stato».
Per questo, ha concluso, «Genola certifica ufficialmente ciò che esiste già da molto tempo».

Il colonnello Miccoli ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco Gastaldi

Il colonnello Miccoli ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco Gastaldi

A ricevere l’onorificenza a nome del Reggimento è stato il colonnello Francesco Miccoli, che ha definito il conferimento «un motivo di grande, grandissimo onore. Questo riconoscimento deriva da un legame forte e solido con la comunità locale».
Miccoli ha ricordato la lunga storia che unisce il territorio agli Alpini, dalle generazioni di giovani che hanno prestato servizio militare fino agli interventi a favore delle popolazioni colpite dalle calamità. «Nel momento in cui una comunità ha bisogno e si trova in difficoltà, il soldato deve essere presente. Essere Alpino vuol dire essere pronti, essere presenti, mettere a disposizione degli altri le proprie capacità».

Il rapporto con Genola, ha aggiunto il colonnello, si è rafforzato negli anni grazie alle numerose iniziative condivise, dalla nascita del gruppo Alpini genolese alle manifestazioni e agli appuntamenti che hanno coinvolto il Reggimento e la comunità. «La rete di rapporti e di relazioni che unisce il Reggimento, il Comune e la comunità locale è una rete forte, cresciuta nel tempo e ormai radicata. Spero che possa continuare a rafforzarsi sempre di più». Poi il passaggio più personale: «Ringrazio il Consiglio comunale, l’amministrazione e la cittadinanza di Genola. Da oggi ho l’onore e il piacere di poter dire di essere anch’io cittadino di Genola».

A chiudere la cerimonia è stato il richiamo alla memoria e alla capacità di trasformare il ricordo in impegno per il presente. Un concetto espresso anche dal professor Giovanni Quaglia, già cittadino onorario di Genola, che ha citato Gustav Mahler: «Fare memoria non significa adorare le ceneri, ma accendere il fuoco».

Paolo Biancardi