Dopo 5 giorni è stata salvata l'escursionista 70enne dispersa in alta montagna

Era scomparsa lunedì 7 settembre ed è stata ritrovata su un versante opposto a quello battuto dalle prime ricerche
15 Set 2026   

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Cinque giorni e cinque notti. In alta montagna, senza riparo, in settembre, quando le temperature in quota scendono drasticamente già nelle prime ore serali. Una settantenne cuneese è sopravvissuta a tutto questo, e sabato 12 settembre, quando i soccorritori l'hanno trovata su un versante della Valle Stura che nessuno aveva ancora battuto, era in condizioni di ipotermia ma viva.

L'escursionista era scomparsa lunedì 7 settembre nell'area di Sant'Anna di Vinadio, nel comune di Vinadio, in alta Valle Stura. Aveva con sé il telefono cellulare, ma nelle zone in cui si trovava il segnale era assente e questo ha reso molto più difficile e molto più lungo il lavoro di ricerca.

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Quando la tecnologia non basta

Le operazioni si sono avvalse di droni e dell'elicottero della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Venegono, a bordo del quale era montato un IMSI Catcher: uno strumento tecnologico in grado di rilevare l'identità dei dispositivi mobili nelle vicinanze, usato per localizzare persone in pericolo, disperse o scomparse. Ma l'assenza totale di segnale telefonico nella zona ha vanificato anche questo sistema.

A quel punto non restava che la soluzione più lenta e più faticosa: estendere il raggio delle ricerche e pianificare una verifica capillare di tutti i principali itinerari. Giorno dopo giorno, con il rischio crescente che ogni ora in più riducesse le probabilità di ritrovarla in vita.

È stata la caparbietà dei soccorritori a fare la differenza. Non hanno mai smesso di cercare, e non hanno mai smesso di credere di poterla trovare viva. Il risultato è arrivato quando qualcuno ha deciso di battere un versante opposto a quello su cui si erano concentrate le prime ricerche: lì c'era l'escursionista.

Il recupero e le condizioni

Dopo cinque giorni e cinque notti all'addiaccio, la donna versava in condizioni di ipotermia. I soccorritori l'hanno stabilizzata sul posto, poi è intervenuto l'elisoccorso del servizio regionale di Azienda Zero Piemonte che l'ha trasportata all'ospedale Santa Croce di Cuneo.

L'operazione ha visto lavorare fianco a fianco il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.), il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.), i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Una macchina complessa, coordinata per giorni su un territorio aspro e vasto, che alla fine ha restituito alla sua famiglia una donna che molti, in cuor loro, temevano di non trovare più.
Qualcuno, però, ci ha sempre creduto.