Addio a don Troya, ultimo cappellano di Casa Savoia

Fu nominato direttamente da re Umberto II: aveva 86 anni
21 Ago 2026   

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.

La comunità di Racconigi e il mondo legato alla storia sabauda piangono la scomparsa di monsignor Gianfranco Troya, figura simbolo del territorio e per mezzo secolo rettore del Santuario della Madonna delle Grazie. Il religioso si è spento, all'età di 86 anni, all’ospedale di Carmagnola (TO), dove si trovava ricoverato dallo scorso 14 agosto.

Una scomparsa che arriva a pochi giorni di distanza da un dolore intimo: appena una settimana prima del ricovero, monsignor Troya aveva infatti perso la sua amata cagnolina Lilly. Un legame profondo, il loro, al punto che il sacerdote ripeteva spesso con commozione: «Quando Lilly morirà, morirò anche io». La data delle esequie non è ancora stata resa nota, ma la salma dovrebbe trovare riposo a Castelrotto di Guarene, nella tomba di famiglia accanto ai genitori.

Forse ti può interessare
Comunità sconvolta dall'improvvisa scomparsa di Guido Fumero: giovedì 28 i funerali

L’eredità storica: l’ultimo cappellano dei Savoia

Con la morte di monsignor Troya si chiude una pagina d'storia novecentesca. Il religioso era infatti l’ultimo cappellano reale nominato direttamente da re Umberto II, un incarico e una responsabilità d'onore che il sacerdote ha portato avanti per tutta la vita con profondo rispetto e dedizione.

Nel 2023 aveva celebrato uno straordinario traguardo: 50 anni di rettorato alla guida del Santuario marenese-racconigese, un luogo di altissimo valore simbolico per la dinastia sabauda. La chiesa custodisce le spoglie di diversi membri della famiglia reale e fu la cornice in cui lo stesso Umberto II nacque, venne battezzato e unì la sua vita in matrimonio.

"Gli occhi dei Savoia su Racconigi"

Nel corso del suo lungo ministero, il sacerdote ha mantenuto vivi i contatti con i discendenti della casata, in particolare con Vittorio Emanuele di Savoia, attraverso una fitta corrispondenza epistolare e toccanti incontri di persona, come il ricordo dell'ultimo e commovente abbraccio avvenuto all'abbazia di Hautecombe.

Monsignor Troya amava definirsi «i suoi occhi su questo luogo del cuore», facendosi custode delle memorie e dei desideri legati agli anni dell'esilio. Un profondo rispetto per la storia che il rettore testimoniava anche visivamente, esponendo con orgoglio sulla facciata del Santuario la bandiera autografata con le insegne sabaude durante le cerimonie ufficiali. Con la sua scomparsa, Racconigi perde non solo una guida spirituale, ma il suo testimone più appassionato di una storia d'altri tempi.

Nato a Castelrotto di Guarene, il cappellano Reale Onorario di Casa Savoia è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1968 al Duomo di Torino, dal Cardinale Michele Pellegrino. La sua carriera ecclesiastica lo ha visto ricoprire ruoli significativi come vice parroco a None e alla Consolata di Torino, e a dedicare molti anni all'insegnamento nelle scuole statali, contribuendo alla formazione di numerosi giovani. Per 53 anni è stato il rettore del Santuario Reale, del borgo Macra, dove si dedicava alla pastorale e alla cura della comunità. La sua lunga e devota carriera è stata caratterizzata da un impegno costante e da una grande passione per il suo ministero.