Furti d’auto tra Cuneo e Torino: quattro arresti

In 41 casi contestata la sottrazione di autovetture
11 Ago 2026   ,

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Quattro persone sono state arrestate il 28 luglio 2026 dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Cuneo, con il supporto delle Compagnie di Cuneo, Bra, Savigliano e Moncalieri (TO), nell’ambito di un’indagine su una presunta organizzazione criminale composta da soggetti legati tra loro da vincoli di parentela.

Gli arresti sono stati eseguiti in forza di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Asti, per reati contro il patrimonio, commessi in continuazione e in concorso, e per associazione per delinquere.

L’indagine ha preso avvio nell’ottobre 2025, dopo una serie di furti di autovetture. L’analisi delle denunce e l’incrocio dei dati raccolti dalla Stazione Carabinieri di Canale hanno consentito ai militari del Nucleo Investigativo di Cuneo di ricostruire progressivamente la composizione e l’operatività del gruppo.

Gli elementi investigativi raccolti sono frutto di un’attività articolata, che ha affiancato ai tradizionali servizi di osservazione, controllo e pedinamento anche attività tecniche di intercettazione ambientale e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei comuni interessati dai reati.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra ottobre 2025 e maggio 2026 il gruppo avrebbe messo a segno 41 furti di autovetture nelle province di Cuneo e Torino.

Nel mirino sarebbero finite soprattutto auto molto diffuse e di media cilindrata, tra cui Fiat Panda, Lancia Y e Fiat 500. Le vetture venivano rubate prevalentemente in parcheggi e luoghi pubblici, utilizzando strumenti da scasso appositamente realizzati.

Una volta sottratte, le autovetture venivano portate in luoghi utilizzati per lo smontaggio. Qui, secondo l’ipotesi investigativa, venivano disassemblate per recuperarne la componentistica, mentre i telai venivano sezionati e successivamente smaltiti.

I pezzi di ricambio recuperati sarebbero poi stati immessi nel mercato illecito attraverso la rivendita a terzi, alcuni dei quali appartenenti alla stessa comunità familiare e altri estranei al gruppo.

Particolare attenzione, nel corso delle indagini, è stata inoltre dedicata alle precauzioni adottate dagli indagati per evitare di essere individuati. Il gruppo avrebbe utilizzato dispositivi di disturbo delle comunicazioni, i cosiddetti jammer, oltre a effettuare frequenti bonifiche dei veicoli impiegati durante le attività criminose.

Per gli spostamenti sarebbero state utilizzate anche autovetture elaborate e particolarmente performanti, mentre un autocarro sarebbe stato impiegato per il trasporto dei pezzi di ricambio e dei resti dei telai.

Nel corso dell’attività investigativa sono state effettuate anche perquisizioni domiciliari, che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi a sostegno del quadro investigativo. Gli accertamenti hanno quindi portato l’Autorità Giudiziaria all’emissione delle misure cautelari nei confronti dei quattro indagati.

Al termine dell’operazione sono state sottoposte a sequestro preventivo due autovetture e l’autocarro ritenuto utilizzato per le attività del gruppo.

Conclusi gli adempimenti di rito, tre degli arrestati sono stati condotti presso la Casa circondariale di Asti, mentre il quarto è stato posto agli arresti domiciliari a Carmagnola (TO).

La posizione degli indagati resta ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento e con sentenza definitiva.