Niente reclusione: soltanto una multa per quel parapiglia in centro nel 2021

La giudice ha condannato l'imputato solamente per resistenza a pubblico ufficiale
29 Lug 2026   

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Si è concluso con una condanna limitata al reato di resistenza a pubblico ufficiale il procedimento a carico di W. E. K., protagonista di un episodio avvenuto nella notte del 19 settembre 2021 nel centro di Savigliano. Il tribunale lo ha infatti assolto dall’accusa di violenza privata, ritenendo invece sussistente quella di resistenza, per la quale gli è stata inflitta una sanzione di 200 euro.

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I fatti risalgono ad un controllo effettuato da una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Savigliano impegnata nel servizio notturno. Secondo quanto ricostruito in aula da uno dei militari, l’auto di servizio stava percorrendo la stretta via Gandi quando l’uomo si sarebbe fermato in mezzo alla carreggiata, accendendosi una sigaretta e ostacolando il transito del mezzo. «Ci aveva visti perché ogni tanto si girava a guardarci, ma continuava a restare lì in mezzo alla strada a fumare – ha raccontato il Carabiniere durante il processo –. Quando alla fine si è scansato per farci passare ci ha insultati. A quel punto siamo scesi per identificarlo e lui si è rifiutato di fornirci i documenti».

L’intervento, secondo la ricostruzione dell’accusa, degenerò rapidamente. Mentre i militari cercavano di accompagnare l’uomo in caserma per l’identificazione, attorno all’auto si radunò un gruppo di persone che iniziò a insultare i Carabinieri e a lanciare bottiglie contro la pattuglia.
«Gli avevo detto che bastava fornirci le generalità e lo avremmo lasciato andare, ma continuava a opporsi – ha riferito ancora il militare –. Intanto venimmo presi di mira con lanci di bottiglie e insulti. Un ragazzo scavalcò il tetto dell’auto e atterrò davanti a me con l’intenzione di colpirmi con un pugno. Riuscii a scansarmi e poi i due fuggirono verso i giardinetti».

Un altro uomo coinvolto, A. C., già noto alle forze dell’ordine, era stato successivamente rintracciato nella propria abitazione. La sua posizione era stata definita separatamente attraverso riti alternativi.
Per W. E. K., invece, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a quattro mesi di reclusione e 100 euro di ammenda, sostenendo che nel corso dell’istruttoria fossero stati dimostrati sia il reato di violenza privata, per aver impedito il passaggio dell’auto dei Carabinieri, sia quello di resistenza a pubblico ufficiale.
Di diverso avviso la difesa, secondo cui l’imputato si sarebbe limitato a camminare lentamente senza ostacolare realmente il transito del veicolo e non vi sarebbe stata prova del rifiuto di fornire le proprie generalità, anche perché la situazione sarebbe rapidamente degenerata a causa del parapiglia provocato dalla folla e del tentativo di aggressione da parte dell’altro uomo.

La giudice ha accolto solo in parte questa ricostruzione. Ha escluso il reato di violenza privata, pronunciando l’assoluzione su quel capo d’imputazione, ma ha ritenuto integrata la resistenza a pubblico ufficiale, condannando l’imputato al pagamento di un’ammenda di 200 euro.

Paolo Biancardi