«Che peccato! Avremmo potuto spingere un candidato di casa nostra verso il Parlamento»

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Riportiamo di seguito la lettera di Fiorenzo Panero, in cui propone una riflessione sulla recente bocciature della legge elettorale sulle preferenze.
«Peccato! Che peccato. Con il voto di preferenza avremmo potuto spingere un candidato di casa nostra verso il Parlamento italiano. Uno di noi, per intenderci. Di destra, di sinistra, di centro, non importa. Uno di casa nostra, un personaggio politico, un personaggio da incontrare sotto i portici di piazza Santarosa, da salutare con un “Ciao” e magari chiedergli conforto per i tanti problemi del nostro territorio, per un aiuto concreto, per una voce a Roma, magari piccola, ma sempre importante.
Niente da fare. Il governo propone le preferenze e va sotto di un voto. Trenta franchi tiratori, si dice. In realtà 30 deputati che con le preferenze sapevano, a priori, che non avrebbero mai avuto il conforto delle urne. Devo dirvi che mi dispiace e parecchio. Se anche l’opposizione, anziché lasciarsi andare a scene di giubilo, degne di una riunione di condominio, avesse detto sì, avremmo avuto la possibilità di dare vita a una vera coalizione democratica.
Quando nel nostro collegio uninominale si scontrarono due personaggi noti della nostra zona, a ricevere il maggior numero di consensi fu Sergio Soave, anteposto a Fabrizio Del Noce, catapultato dall’alto in competizione e senza conoscere a fondo il territorio. Fabrizio sarà anche il figlio del grande filosofo Augusto, ma ha sempre vissuto a Roma o in giro per il mondo. A una cena elettorale a Saluzzo, a una precisa mia domanda: “Che intendi fare per il Saviglianese e per il Saluzzese?” (Il collegio elettorale comprendeva Savigliano, Saluzzo, Racconigi e gli altri piccoli Comuni), mi rispose: “Pensavo di dare vita a un aeroporto per il Cuneese”. E quando gli dissi che esisteva già, ed era stata una lodevole iniziativa dell’avvocato democristiano Alessandro Mortarotti, mi rispose: “Ah, non lo sapevo”.
È chiaro il concetto? Le segreterie romane di tutti i partiti decidono le candidature e i listini bloccati. Così i territori, come il nostro, rimangono a bocca asciutta. È emblematica la situazione della finta ultima moglie del Cav. La signora in questione è stata eletta deputata nel collegio di Marsala, zona che non aveva mai visto né visitato. Eppure è stata eletta perché non era questione di preferenze. E poi in Parlamento si è vista ben poche volte. Allora, chi mai rappresenta? Il territorio no, quindi solo sé stessa.
Tornando a noi, dobbiamo chiederci perché oltre il 45 per cento degli italiani non va a votare. Questa maggioranza silenziosa non va a votare perché non è in grado di scegliere il proprio rappresentante al Parlamento, ed è stufa di tutte le imposizioni che arrivano dall’alto. Beninteso, destra, sinistra e varie gambe sciolte.
Vi faccio una confessione, dettata da questi ultimi avvenimenti: credo di poter dire che sono sempre più tentato di entrare a fare parte di questa maggioranza degli italiani. Anche questa scelta è democrazia».
Fiorenzo Panero



