L'amministrazione vieta di dare cibo ai gatti: diffidato il sindaco

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Una vicenda all’apparenza marginale sta alimentando un acceso confronto. Al centro della discussione ci sono i gatti che da anni vivono in una colonia presente nel territorio comunale di Cavallerleone e il recente provvedimento con cui l’amministrazione ha deciso di vietare la presenza di ciotole con acqua e cibo negli spazi pubblici. Un’ordinanza firmata dal sindaco Marcellino Peretti proibisce infatti di lasciare recipienti destinati ad alimentare gli animali vaganti nelle aree pubbliche, prevedendo sanzioni per i trasgressori. Nei giorni scorsi il divieto è stato reso noto anche attraverso appositi cartelli installati in paese.
La questione, tuttavia, è più complessa di quanto possa apparire. Secondo le associazioni che si occupano della tutela degli animali, infatti, non si tratta semplicemente di gatti randagi, ma di una colonia felina ormai consolidata, concentrata soprattutto nella zona di via Roma, un’area situata nel centro abitato ma caratterizzata ancora da un contesto agricolo. Una presenza che si è sviluppata nel corso degli anni, favorita dal mancato controllo delle nascite, e che oggi conta circa un centinaio di esemplari.
Per gestire questa realtà, l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) aveva già avviato le procedure previste dalla normativa. Lo scorso 24 giugno l’associazione aveva depositato in Comune e al Servizio veterinario dell’Aslla richiesta di riconoscimento della colonia, allegando il censimento degli animali. E una volontaria dell’Enpa ha iniziato un’attività di monitoraggio e sterilizzazione con l’obiettivo di contenere la popolazione felina e garantirne una gestione più efficace.
L’emanazione dell’ordinanza ha provocato la reazione delle organizzazioni animaliste. L’Enpa, insieme alle Guardie ecozoofile dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animale), ha inviato al sindaco una diffida formale, chiedendo la revoca o la modifica del provvedimento, ritenuto incompatibile con la normativa regionale. Le associazioni richiamano la legge regionale del Piemonte n. 16 del 2024, che disciplina la tutela delle colonie feline e le attività di controllo del randagismo. Secondo questa impostazione, le colonie già esistenti rappresentano una realtà da salvaguardare e gestire, anche in considerazione del contributo che i gatti offrono al contenimento naturale della popolazione dei roditori.
Nella diffida viene inoltre ricordato come, in diverse occasioni, la giurisprudenza amministrativa abbia censurato i divieti assoluti di alimentare gli animali liberi. A giudizio di Enpa e Oipa, impedire la distribuzione di acqua e cibo o rimuovere sistematicamente le ciotole potrebbe persino configurare ipotesi di maltrattamento previste dal Codice penale. Per questo le associazioni propongono una soluzione alternativa: regolamentare l’alimentazione della colonia individuando luoghi e orari precisi, con il coinvolgimento del Servizio veterinario dell’Asl e dei referenti incaricati della gestione dei gatti. Quindi, la revisione dell’ordinanza e il riconoscimento ufficiale della colonia felina, indicandone come responsabile una volontaria dell’Enpa che opera tra Racconigi e Cavallerleone.
«Il Comune non è contrario alle colonie feline – evidenzia il sindaco Marcellino Peretti – ma nel contempo deve tutelare l’igiene e la salute pubblica. Abbiamo fatto l’ordinanza per evitare che il cibo dato a questi gatti, che non sono randagi, col caldo potesse imputridirsi. Il Comune sta valutando la situazione insieme agli organi competenti e al Servizio veterinario dell’Asl Cuneo Uno. Sono in corso gli accertamenti necessari per verificare la presenza dei requisiti previsti dalla normativa e procedere alla regolarizzazione della situazione».



