Temperature sopra la media e fiumi a secco: i consigli utili per combattere il caldo record

Il gran caldo mette tutti in ginocchio e all'orizzonte non si vedono miglioramenti

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L’estate è arrivata con una prima ondata di caldo che ha fatto registrare temperature ben superiori alle medie stagionali. Nel fine settimana appena trascorso, tra sabato 20 e domenica 21 giugno, le massime hanno raggiunto diffusamente i 32-34 gradi nelle aree di pianura, con punte ancora più elevate nel Fossanese, Saviglianese, Saluzzese e in parte delle Langhe. Anche il capoluogo ha superato i 30 gradi, mentre le temperature minime notturne si sono mantenute elevate, contribuendo ad aumentare la sensazione di disagio.

Le previsioni indicano che il caldo continuerà a interessare la Granda per tutta la settimana. Fino a domenica 28 giugno sono attese giornate prevalentemente soleggiate e temperature costantemente sopra la media del periodo. In pianura le massime potranno oscillare tra i 32 e i 35 gradi, mentre in montagna il clima resterà più sopportabile, pur con valori elevati anche in quota. Non si intravede però, al momento, un vero cambio di circolazione capace di riportare temperature più vicine alla norma.

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I consigli utili

Di fronte all’ondata di calore, la Regione Piemonte richiama i cittadini ad adottare alcune semplici precauzioni per ridurre i rischi per la salute. Tra le raccomandazioni principali figurano il consumo frequente di acqua, anche in assenza dello stimolo della sete, l’evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, il mantenimento di ambienti freschi e ben ventilati e la scelta di pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura. È inoltre consigliato indossare abiti chiari e leggeri e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili, come anziani, bambini e malati cronici. La Regione ricorda anche di non lasciare mai persone o animali all’interno di veicoli parcheggiati.

La crisi dei nostri fiumi

Il caldo di questi giorni riporta inoltre in primo piano il tema della disponibilità idrica. Coldiretti Cuneo, commentando i dati di Arpa Piemonte, segnala una situazione che torna a destare preoccupazione. Diverse aste fluviali della Granda mostrano infatti portate inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Maira a Dronero è passato da 11,2 a 7,3 metri cubi al secondo, il Varaita a Polonghera da 3,3 a 1 e l’Ellero a Mondovì da 1,1 a 0,5. In diminuzione anche la Stura di Demonte a Gaiola, scesa da 17,9 a 15,6 metri cubi al secondo. Calano anche i livelli idrometrici medi giornalieri: meno 7 centimetri per il Maira, meno 15 per il Varaita, meno 6 per l’Ellero e meno 5 per la Stura.

Secondo Coldiretti, il quadro conferma la fragilità evidenziata da Arpa Piemonte già all’inizio di giugno, con precipitazioni di maggio inferiori del 44% rispetto alla media e risorse idriche superficiali sotto la norma del 31%. Le alte temperature aumentano l’evapotraspirazione e i fabbisogni irrigui, con possibili ripercussioni sulle principali colture. Per l’organizzazione agricola, oltre agli interventi necessari per affrontare l’emergenza, occorre accelerare sugli investimenti strutturali per trattenere e accumulare l’acqua attraverso micro-invasi, laghetti irrigui e il potenziamento delle infrastrutture esistenti (a pagina 30, una lettera dell’ex consigliere regionale Fabrizio Biolé).