«Sono della Guardia di Finanza, trasferisca subito i soldi»: truffa telefonica a Cuneo

Le Fiamme Gialle lanciano l'allarme: come funziona il raggiro
11 Giu 2026   

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La telefonata arriva con tono autorevole, quasi ufficiale. Dall'altra parte del filo si presenta un militare della Guardia di Finanza: c'è una frode bancaria in atto sul suo conto, bisogna trasferire immediatamente i risparmi su un conto estero per metterli al sicuro. E, per rendere tutto più credibile, arriva anche una convocazione: si presenti alla caserma "Cesare Battisti" di Cuneo.

Un copione studiato nei minimi dettagli, costruito per fare leva sulla paura e sul rispetto delle istituzioni. Fortunatamente, questa volta, la vittima ha avuto dei dubbi: insospettita dalla pressione dell'interlocutore e dalle modalità insolite della richiesta, ha interrotto la comunicazione e ha chiamato direttamente le Fiamme Gialle. I militari cuneesi hanno avviato immediatamente le ricerche del responsabile.

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Come funziona il raggiro

Lo schema è più sofisticato di quanto sembri. Il finto finanziere non chiede solo un bonifico: la convocazione in caserma serve a un secondo scopo, altrettanto insidioso. Con la vittima fuori casa - convinta di dover rispondere a una convocazione ufficiale - l'abitazione rimane incustodita, esponendola al rischio di una rapina o di un furto nel frattempo. Una truffa nella truffa.

Varianti dello stesso meccanismo vedono i falsi agenti qualificarsi come Carabinieri, Polizia di Stato o funzionari bancari: cambiano le divise, ma la tecnica è sempre la stessa. La frode in corso, il conto da svuotare, la fretta, la pressione psicologica. Strumenti collaudati, che fanno leva su emozioni primarie (la paura di perdere i risparmi, il rispetto per l'autorità) per annebbiare il giudizio.

Le regole d'oro per non cadere nella trappola

La Guardia di Finanza di Cuneo ricorda con chiarezza un principio fondamentale: nessun finanziere, carabiniere o poliziotto chiede mai di spostare denaro su un conto corrente — né per telefono, né per messaggio, né in nessun altro modo. Una richiesta del genere è sempre e comunque una truffa.

In caso di chiamate sospette, il comportamento corretto è uno solo: interrompere immediatamente la conversazione, senza fornire dati personali, codici bancari o dispositive, e contattare il 117 - il numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza - per segnalare l'accaduto. La segnalazione tempestiva è lo strumento più efficace per fermare i truffatori prima che colpiscano qualcun altro.