Ambulanze senza medico, per il dottor Raviolo «non è stato tagliato nulla»

Secondo l’assessore piemontese alla Sanità Federico Riboldi si tratta di una redistribuzione delle competenze
22 Mag 2026   ,

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Dopo il bailamme suscitato nei giorni scorsi, soprattutto dai sindaci dei territori montani o periferici, sulla riorganizzazione del servizio di medicina-urgenza 118, la Regione ha per ora sospeso tutto. Il nuovo modello immaginato da Regione e Azienda Zero (che centralizza i servizi di emergenza-urgenza come il 118) prevede ambulanze con infermieri specializzati e medico operativo sull’automedica, pronto a muoversi dove necessario.

Secondo l’assessore piemontese alla Sanità Federico Riboldi, non è un “taglio”, ma una redistribuzione delle competenze. «Con questo sistema – spiega – si darà una risposta più rapida ed efficace: se il medico fosse sull’ambulanza, dovrebbe stare fermo in unico posto. Se invece è sull’auto medica, può spostarsi su altre emergenze. Il 118 può contare su personale infermieristico altamente specializzato e formato, con competenze cliniche avanzate e piena autonomia operativa nelle procedure salvavita, in costante raccordo con il medico: quindi non si taglia un servizio ma lo si organizza in modo più efficace».

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Lo conferma anche il medico saviglianese Mario Raviolo, direttore della Maxiemergenza regionale, responsabile dell’ospedale da campo Emt2 (Emergency medical team type 2) piemontese. «Non è stato tagliato nulla – aggiunge –. Il servizio di emergenza urgenza 118 continua a garantire la stessa copertura di prima con professionisti altamente qualificati. Ciò che cambia è la collocazione delle figure: il medico specialista, anziché essere vincolato a bordo di una singola ambulanza, opera sull’automedica, insieme a un infermiere e a un volontario soccorritore che funge anche da autista. In questo modo può essere presente dove la sua competenza specifica è effettivamente richiesta, intervenendo su più emergenze».

Secondo Raviolo, infatti, «questa riorganizzazione del servizio non è più rinviabile per molti motivi – precisa –. Innanzitutto, per la drammatica carenza dei medici del 118: l’esperienza dimostra che per un più efficace intervento sul territorio è più utile avere auto mediche opportunamente dislocate in provincia che al bisogno possano intervenire a supporto delle ambulanze infermieristiche o nella gestione diretta di situazioni particolari. Poi, la qualificazione progressiva del personale infermieristico che ha raggiunto così alti livelli di professionalità che garantiscono ampi margini di sicurezza nella gestione dell’emergenza a livello territoriale. Io all’inizio ero diffidente, ma voglio far loro i complimenti per la professionalità così elevata dimostrata dagli infermieri».

Sempre più l’attuale sistema del 118 sta riscontrando difficoltà di disporre sul territorio ambulanze con medico a bordo. «Lo si può notare anche dal fatto che l’elisoccorso intervenga in modo numericamente maggiore rispetto al passato – conclude Raviolo –. Un modo per ovviare a questa carenza, ma anche la necessità di centralizzare i pazienti nei luoghi di cura definitivi».

Paolo Biancardi