Testamento biologico: l'Associazione Luca Coscioni in piazza

Approda a Savigliano la campagna in difesa dei diritti per l’autodeterminazione nel fine vita
16 Apr 2026   

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A Savigliano venerdì 17 aprile si svolgerà l’ultimo evento dell’Associazione Luca Coscioni nell’ambito della mobilitazione organizzata dal 6 al 19 aprile per far conoscere le Disposizioni Anticipate di Trattamento – DAT (testamento biologico). Al tavolo informativo allestito in piazza Santarosa (fronte n. 33) dalle 10 alle 13 verrà offerto supporto per la compilazione e il deposito del modulo. Le DAT consentono di disporre quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso sopraggiunga un’eventuale incapacità di autodeterminarsi.

La mobilitazione, indetta nelle piazze di tutta Italia per il decimo anno consecutivo, mira anche ad informare i cittadini sul disegno di legge parlamentare sul fine vita, chiedendo al Governo di ritirarlo. Di fatto la discussione al Senato è stata nuovamente posticipata a data da destinarsi. Sebbene una legge nazionale sia necessaria, si chiede  di non cancellare i diritti già acquisiti grazie a numerose sentenze della Corte Costituzionale.

Perché si è richiesto il ritiro del disegno di legge

Il testo attualmente in discussione al Senato restringerebbe il campo dell’aiuto al suicidio medicalmente assistito in Italia alle sole persone “tenute in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali” e affiderebbe a entità private l’esecuzione delle procedure, creando ulteriori discriminazioni per chi volesse esercitare questo diritto. Limiterebbe dunque il diritto all’aiuto alla morte volontaria solo a pazienti attaccati a una macchina, escludendo così molti pazienti oncologici terminali o affetti da patologie neurodegenerative, seppur dipendenti da “trattamenti di sostegno vitale”, quali un catetere, farmaci salvavita, l’assistenza di operatori sanitari o caregiver come stabilito nella sentenza 135/2024 della Corte costituzionale, rafforzata dalla sentenza 66/2025. Un unico Comitato nazionale di nomina governativa valuterebbe la sussistenza dei requisiti previsti dalla Sentenza 242/2019 Cappato/DJFabo.

Nuova raccolta firme: alle Regioni il compito di regolamentare l’accesso al suicidio medicalmente assistito

Promossa dall’Associazione L. Coscioni, in Piemonte da maggio inizierà una raccolta firme per ri-presentare una Proposta di legge regionale di iniziativa popolare volta a definire norme organizzative sulla morte volontaria medicalmente assistita. Nel 2023  l’Associazione Coscioni aveva già raccolto oltre 11.000 firme (8.000 erano richieste) per una prima proposta di legge che stabiliva procedure e tempi certi per l’assistenza sanitaria all’aiuto medicalizzato al suicidio. La proposta non era però stata discussa in Consiglio regionale che aveva opposto una pregiudiziale di costituzionalità. Proprio per l’assenza di una legge statale e grazie alla sentenza della Corte costituzionale 204/2025, le regioni possono regolamentare le procedure per il fine vita e il servizio sanitario nazionale deve farsi carico delle spese e delle procedure stesse.

L’opinione dei cittadini 

La campagna promossa dall’Associazione Luca Coscioni invita tutti a difendere i diritti conquistati. «Nel nostro Paese, il sostegno pubblico all’eutanasia e al suicidio assistito è in crescita – riferisce Fulvia V. Tomatis, Coordinatrice Cellula Coscioni Cuneo –. I sondaggi (Censis, La Stampa, YouTrend) indicano che oltre il 75% degli italiani sono favorevoli alla sua regolamentazione, evidenziando una crescente domanda di informazioni sul tema. Nell’ultimo anno sono giunte 16.000 chiamate al Numero Bianco dell’Associazione istituito nel 2021 per offrire informazioni sui diritti nel fine vita: DAT, cure palliative, interruzione dei trattamenti, suicidio medicalmente assistito. I dati evidenziano che la questione della regolamentazione è trasversale e travalica le specifiche appartenenze politiche, inoltre sottolineano la netta discrepanza tra l'opinione pubblica, largamente favorevole, e l'approvazione di una normativa nazionale in materia che va contro quanto già sancito dalla Corte costituzionale».