Razionamento dell'energia, l'Italia si prepara all'ipotesi lockdown: cosa rischia di cambiare da maggio

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Non è più uno scenario remoto. L'ipotesi di un lockdown energetico in Italia si sta trasformando, giorno dopo giorno, in una prospettiva concreta. A sancirlo è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che al Corriere della Sera ha lanciato un avvertimento netto: se la guerra in corso nel Golfo Persico dovesse protrarsi e lo Stretto di Hormuz restasse chiuso, nel giro di un mese "non tutto, ma molto" potrebbe essere costretto a fermarsi.
Il nodo gas
Il problema più urgente è quello delle forniture di gas. I flussi potrebbero iniziare a rallentare entro tre settimane (come riportano da Tgcom24/Mediaset), secondo le proiezioni in circolazione negli ambienti governativi. Il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, starebbe già valutando misure per frenare le scorte e contenerne i consumi, riesumando il manuale d'emergenza già applicato nel 2022, all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina. La presidente del Consiglio ha ammesso pubblicamente che il Paese non dispone di riserve energetiche sufficienti a reggere uno shock prolungato.
Bruxelles prepara gli scenari peggiori. Sul fronte europeo, il commissario Ue all'Energia aveva già chiarito che la situazione, pur non avendo ancora raggiunto il punto critico del razionamento dei beni essenziali, impone di pianificare in anticipo. L'Unione europea si sta preparando agli scenari peggiori, con ogni Stato membro chiamato a elaborare la propria formula di austerità. Misure simili sono già state adottate in altri Paesi del continente.
Le ipotesi sul tavolo
In assenza di un piano ufficiale - che il governo non ha ancora comunicato - circolano le prime indiscrezioni sulle misure allo studio. Sul fronte dei consumi domestici, la più probabile nel breve termine riguarda i condizionatori: si valuta un tetto obbligatorio di un grado in meno o la riduzione di un'ora giornaliera di utilizzo. Per l'illuminazione pubblica, si ipotizza lo spegnimento di edifici, monumenti e luoghi di aggregazione. Le industrie energivore - acciaio, meccanica, chimica - potrebbero essere chiamate a rimodulare la propria attività o a ridurla nelle fasce di punta.
Mobilità e lavoro da remoto. Per la circolazione stradale torna in discussione il sistema delle targhe alterne. Sul fronte lavorativo, si ragiona sull'estensione dello smart working nel pubblico impiego e, dove tecnicamente possibile, anche nel settore privato: una misura già sperimentata durante la pandemia da Covid-19, che consentirebbe di ridurre in modo significativo i consumi di carburante legati agli spostamenti quotidiani.
Il dibattito politico. Parallelamente all'emergenza, si riapre il confronto sulle fonti. C'è chi propone di tornare temporaneamente al carbone e chi invoca un incremento accelerato delle rinnovabili. La Lega, invece, rilancia la proposta di ripristinare le forniture di gas dalla Russia, ipotesi che rimane politicamente divisiva nel contesto della guerra in corso. Crosetto ha avvertito che i margini di manovra sono inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme: un monito all'unità che suona anche come un'ammissione della fragilità della posizione italiana.



