Al Santissima Annunziata il parto senza dolore sarà presto realtà

Il progetto di integrazione dell’Ostetricia e Ginecologia dell’Asl Cuneo Uno con il reparto che fa capo all’Azienda ospedaliera S. Croce e Carle va a gonfie vele
13 Feb 2026   

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Decolla a Savigliano, dopo l’annuncio lo scorso autunno alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Federico Riboldi in occasione dell’inaugurazione del nuovo reparto di Ostetricia, il progetto di integrazione dell’Ostetricia e Ginecologia dell’Asl Cuneo Uno con il reparto che fa capo all’Azienda ospedaliera S. Croce e Carle, nel capoluogo della Granda.

«Un progetto condiviso, a cui si è lavorato alacremente per alcuni mesi – spiega il direttore generale dell’Asl Giuseppe Guerra – che si inserisce nel contesto di altre operazioni. Fare rete è utile a tutti, come abbiamo dimostrato con la collaborazione tra le Neurologie». Il “numero uno” dell’Asl ringrazia «tutti coloro che hanno collaborato nei mesi scorsi per affrontare il periodo più difficile: in primis il reparto di Ginecologia e Ostetricia di Mondovì, il Consultorio, il Santa Croce e le altre aziende sanitarie convenzionate. Soprattutto Alessandro Bottero, che in qualità di direttore sostituto della struttura, ha dato il massimo di sé».

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Il commissario straordinario del Santa Croce e Carle, Livio Tranchida, sottolinea le caratteristiche di un progetto che rappresenta «un esempio unico in Piemonte, integrato sui percorsi ma anche dal punto di vista organizzativo, poiché esistono già strutture e dipartimenti interaziendali. Tutti insieme salviamo la Sanità del territorio. Questo bacino deve tornare in tempi celeri ai numeri precedenti».

Oggi, con 8 nuovi ginecologi che hanno accettato di lavorare al progetto sotto la guida del direttore della Ginecologia e Ostetricia di Cuneo, Andrea Puppo, che è ora anche primario “a scavalco” al SS. Annunziata, la scommessa ha più chance per essere vinta, attraverso azioni innovative e una gestione integrata di medici e ostetriche. «Lavoreremo a una proposta innovativa e, in un certo senso, anche paradigmatica - conferma il dottor Puppo, affiancato dal collega Bruno Favilla – con un’équipe unica che si muoverà sulle due sedi. Ho notato con soddisfazione l’entusiasmo tra il personale di Savigliano e sono convinto che, attraverso percorsi di formazione strutturati, ricostruiremo la storia dell’ospedale di Savigliano. I numeri sono sempre una conseguenza del buon lavoro e qui le premesse per fare bene ci sono tutte. Lavoreremo anche sulla ginecologia, con la possibilità di collaborare all’interno di una équipe mista con chirurghi e urologi, impostando un rapporto virtuoso tra hub e spoke».

Di «mettere a fattore comune tutte le esperienze» parla il direttore sanitario di Azienda Monica Rebora, nell’ambito di «un progetto che porta con sé il concetto di speranza».

Infine, è stata ribadita la disponibilità di tutti ad introdurre il parto in analgesia, che riduce o elimina il dolore delle contrazioni durante il travaglio: la Direzione strategica, il Dipartimento di emergenza-urgenza con il direttore Mario Raviolo, il direttore della struttura di Anestesia e rianimazione di Savigliano Bruna Lavezzo. Con le risorse necessarie (sono avviate le procedure per assumere nuovi anestesisti) e la formazione, il parto senza dolore, richiesto mediamente dal 30% delle donne, diventerà presto realtà.