Prossimamente prenderà il via il restyling di piazza Occello

Si eliminerà il peso pubblico e sarà realizzato un dosso lungo la provinciale
30 Gen 2026   

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Nel 2026 il progetto per la riqualificazione di piazza Occello, curato dell’architetto Paolo Cravero dello Studio Cravero-Bonetto di Torre San Giorgio, potrà essere realizzato grazie a un contributo previsto dalla programmazione regionale integrata per lo sviluppo e la coesione territoriale nell’ambito del FSC sull’area omogenea della pianura cuneese, per un importo di 140 mila euro.

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Cosa prevede il progetto

La piazza verrà ampliata fin contro la Confraternita di San Giuseppe occupando il primo tratto di via IV novembre, un corridoio pedonale in cubetti collegherà la Crusà al marciapiede opposto con uno spazio verde e un’area di sosta attrezzata con panchine e fontanella. Via Gioberti non avrà più lo sbocco diretto su via Caduti Murellesi mentre la viabilità della piazza non subirà variazioni rispetto a come è attualmente. Verrà rimosso il peso pubblico, da tempo inutilizzabile, realizzando sul fondo della piazza un’aiuola con lo spazio per i cassonetti dei rifiuti mentre con l’ampliamento della superficie e il ritracciamento della piazza, gli stalli del parcheggio potranno essere anche in numero superiore a quelli attuali. Il progetto prevede anche la realizzazione di un lungo dosso sulla provinciale (via Caduti Murellesi) come un naturale prolungamento del piano della piazza che mira a mitigare la velocità dei mezzi in centro paese.

«È un progetto importante e, pur con i limiti del budget, sarà una riqualificazione che cambierà un po’ l’aspetto del paese al quale si lavora da tempo – commenta il sindaco Fabrizio Milla –. Porteremo del verde in centro paese, un abbellimento dello spazio e - cosa importante - sarà l’occasione per realizzare il dosso, autorizzato dalla Provincia, che dovrebbe rispondere alla sentita esigenza di maggiore sicurezza. Con Enel e Provincia vorremmo poi riuscire a completare l’asfaltatura di tutto il tratto centrale di via Caduti, da San Sebastiano a via Basse».

Paolo Biancardi