Ritorno ai confini dell'Ucraina: episodio 7 - Cosa ne pensano i civili della guerra [VIDEO]

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Questo episodio riporta le diverse testimonianze raccolte da Maria Gabriella Asparaggio al cimitero di Shklo, dove ha parlato con due genitori che hanno perso i rispettivi figli al fronte, e a Novojavorisk, con cui ha interloquito con Oxana, che ha espresso la proprie condizioni sul conflitto russo-ucraino.
Il racconto di due genitori
Anche il paese di Shklo che contava circa 6000 abitanti nel 2022 ha dato il suo tributo di uomini alla guerra. Nel cimitero ne sono sepolti 7, ma altri sono stati tumulati in altri luoghi e alcuni uomini risultano dispersi. È mattino presto e neve, vento gelo e sole si alternano in una danza continua. Esco di casa e vado in cerca del cimitero: le bandiere giallo-azzurre indicano i caduti di questa guerra.
Qui incontro Maria: mi presento e lei acconsente a essere ripresa e a raccontare il suo dolore. Lei è qua ogni giorno dal 2023, da quando suo marito è morto in guerra e l'ha lasciata sola con la figlia Adriana di 11 anni. Un drone l'ha colpito alla testa nella regione di Zaporizzja. Apparteneva alla 82esima brigata e faceva parte degli assaltatori. Alcune lacrime le rigano il volto, ma la forza di questa donna è qualcosa di indescrivibile. È evidente che di lacrime ne ha versate tante ma mi sorride, è contenta che si racconti di lei, di suo marito morto in guerra. Continua a mostrarmi delle foto, sente che le sono vicina e mi dice che su internet si trovano tutte le informazioni di suo marito, il suo Mikola, morto a 41 anni in una guerra di aggressione russa.
Lasciata Maria, continuo il mio percorso nel cimitero. A metà altre tombe finché arrivo al fondo dove in disparte dalle altre c'è quella del giovane Ivan caduto a 29 anni.
Ritorno all' inizio del cimitero, mi fermo presso la tomba di Eugenio, ucciso a 28 anni. Qui c'è il padre a piangere per il figlio: mi avvicino a questo genitore e gli chiedo di raccontarmi qualcosa, acconsente. Perdere un figlio è contro natura. Mi parla dell'amicizia di Eugenio e di Mikola, mi racconta di sua nipote Veronica che è amica di Adriana come lo erano i due giovani padri. Per papà Vitalj c'è sì il bisogno di raccontare, "Questo è mio figlio, morto a Donetsk", ma durante la ripresa il dolore pungente interrompe la narrazione, subentra il silenzio, un nodo gli stringe la gola: non ci sono parole per descrivere la mancanza di un figlio.
Esco dal cimitero e mi incammino a piedi, sulla strada innevata, finché l'auto di papà Vitalj mi si affianca e mi invita a salire, mi accompagna a casa. Ho provato una commozione intensa. La vicinanza, sapere che altri nel mondo sono vicini al tuo dolore riscalda il cuore anche nella sofferenza.
Le opinioni dei cittadini sulla guerra
Per capire cosa pensi la gente della guerra, oltre a leggere i giornali, ho ascoltato le opinioni delle persone che ho incontrato, tra queste c'è Oxana. Sono stata a casa sua a Novojavorisk, dove, avvolte dal calore del focolare, davanti a una tavola imbandita di leccornie ucraine da lei cucinate, ha risposto a tutte le mie domande.
Emerge il desiderio di ottenere a prescindere tutti i territori invasi dalla Russia, anche se oggi là vive gente in prevalenza russofona. Lei sostiene che al fronte potrebbero essere impiegati molti più uomini se i militari di carriera non si sottraessero al loro dovere mandando a combattere al loro posto i civili che non sono sufficientemente preparati. Inoltre, sottolinea come i parlamentari guadagnino molto mentre agli uomini al fronte si dà una miseria. Emerge dall'intervista la visione della Russia come paese bellicoso che annienta la libertà e la cultura ucraina da sempre e che si ritiene il migliore stato del mondo, perfetto e da imitare di contro a un Occidente corrotto e facinoroso.
Lei è convinta che la Russia non si fermerà e dove giunge fa tabula rasa distruggendo case, scuole, ospedali, persone, bambini e cultura. Sull'omologazione e sulla superiorità russa inculcata nel suo popolo ricorda il giornale Perez, il Peperone dove si deridevano la vita, la politica e i presidenti dell' Occidente mentre si magnificava la Russia e chi la guidava.
di Maria Gabriella Asparaggio




