Ritorno ai confini dell'Ucraina: episodio 5 - L'intervista a un soldato ucraino

Ha vissuto l'inferno del fronte, venendo ferito 3 volte: ora chiede di non tornare più in prima linea
05 Gen 2026   

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.

In precedenza avevamo menzionato come il servizio militare in Ucraina fosse recentemente cambiato. Maria Gabriella Asparaggio ci manda allora un'intervista a Ivan, soldato ucraino che ha vissuto l'inferno del fronte: è stato ferito tre volte, ora chiede di non tornare più in prima linea.

Forse ti può interessare
Il presidente Cirio ha ottenuto un'onorificenza dal premier Zelensky

L'inferno del fronte

Ho intervistato il soldato Ivan: lui è ingegnere, erano entrati nella fabbrica dove lavorava e l'hanno arruolato. È finito al fronte: l'inferno. Ferito tre volte. L'ultima si è fatto 6 mesi di ospedale a Dnipro; la moglie a proprie spese è partita per stargli vicino e poi c'è stato il trasferimento all'ospedale di Lviv, vicino a casa.

Quando racconta del Donbas si infervora e si percepisce che non sempre la popolazione di quella terra adesso li accolga con favore. Una volta non gli hanno venduto del pane perché parlava in ucraino. Tra i soldati privatamente si parla talvolta in russo, in missione mai per evitare di essere uccisi dai propri connazionali.

Lui è stato a Myrnohrad, ora sotto i russi. Afferma che quando passano fanno terra bruciata, distruggono tutto, rasano città intere, distruggono vite, sogni e speranza. Ivan suffraga le proprie affermazioni con queste foto di Myrnohrad prima e dopo l'arrivo dei russi.

 

Myrnohrad prima dell'invasione

Myrnohrad prima dell'invasione

Myrnohrad dopo l'invasione

Myrnohrad dopo l'invasione

Dopo l'ultimo ricovero in ospedale e tre anni in fanteria Ivan sta chiedendo di non tornare in prima linea. Al momento è in una caserma dove si preparano gli uomini a combattere. Durante le esercitazioni al poligono si spara su immagini di noti "personaggi" russi...

Marija Zacharova, Direttore del dipartimento informazione e stampa del Ministero degli esteri della Russia

Marija Zacharova, Direttore del dipartimento informazione e stampa del Ministero degli esteri della Russia

Putin

Putin

Sergej Viktorovič Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa

Sergej Viktorovič Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa

Ivan mi racconta che ha portato via dal fronte migliaia di soldati feriti, sfregiati, fatti a pezzi da droni e di soldati morti. Lui e il suo compagno si erano fatti la promessa reciproca che se fossero morti l'amico avrebbe riportato la salma a casa. Questo è toccato a Ivan, ma ha disobbedito per cui per un anno il comandante l'ha rimproverato.
Per Ivan non ci si può fidare di Putin, lui fa solo cose vantaggiose per sé stesso. Del resto Putin è un assassino e gli assassini non si lasciano convincere facilmente.

Questo stemma parla da solo. La traduzione letterale è: Non fartela sotto che ti porto via. Autista!

Questo stemma parla da solo. La traduzione letterale è: Non fartela sotto che ti porto via. Autista!

Ivan è stato premiato con una medaglia per la sua partecipazione alla guerra e il suo ferimento.

Adesso i soldati sono sempre di meno, per cui non si riesce nemmeno più a restituire al dolore delle madri, figli, mogli... Le spoglie dei loro cari per l'ultimo doveroso saluto.

Il soldato Ivan con Maria Gabriella Asparaggio

Il soldato Ivan con Maria Gabriella Asparaggio

di Maria Gabriella Asparaggio