Ritorno ai confini dell'Ucraina: episodio 3 - Sotto la chiesa si producono reti anti-drone [VIDEO]

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Il viaggio in Ucraina della nostra corrispondente Maria Gabriella Asparaggio va avanti, assorbendo i sentori all'interno della parte occidentale del Paese: il binomio vita e morte resta inscindibile, sebbene la vita comune stia cercando di mantenere la propria normalità.
Vita, morte e palazzi
Nell'Ucraina occidentale la guerra si sente decisamente di meno rispetto al sud-est. Qui ci sono rifugi antiaerei ma la gente vive una quotidianità alterata da una ridotta presenza maschile e da una crescente inflazione, per il resto la gente cerca di mantenere la normalità.
Ho visto tantissimi condomini in stile sovietico in molteplici stati dell'Est, ma non avevo mai vissuto in nessuno di essi. In questi giorni in Ucraina non solo vivo in un alloggio dell'epoca comunista, ma com'è consuetudine, andando a salutare i parenti della mia amica, ho avuto modo di entrare in un altro.
Questo condominio è stato costruito nel 1996. Nel cortile i bambini giocano sulla neve con il piattello. La temperatura si aggira sui -8 gradi. L'accoglienza è tanta. In questi giorni di festa arrivano dall'Europa occidentale i parenti e si preparano dei dolci tipici come il Kutia - dolce fatto con miele e frutta secca - e i Pampuski - questi ultimi sono simili a dei bomboloni ripieni di confettura al cioccolato o ai petali di rosa. Tutto è cucinato direttamente dalle donne.
Il giorno di Natale si inizia il pranzo proprio con il Kutia e si prosegue con altri piatti per un totale di 12, come gli apostoli.
Il binomio vita e morte è inscindibile: dovunque la normalità si affianca al dolore dei memoriali. Anche Novojavorisk ha il proprio: si trova di fianco a dove giocano i bambini.
Questa è la chiesa principale di Novojavorisk, nel seminterrato si rifugiano i fedeli in caso di allarme e dei volontari preparano reti anti drone:
di Maria Gabriella Asparaggio



