Ritorno ai confini dell'Ucraina: episodio 1 - Non c'è più posto nei cimiteri

A due anni di distanza dall'ultima volta, Maria Gabriella Asparaggio è tornata in terra ucraina
29 Dic 2025   

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Inizia un nuovo capitolo del viaggio in Europa orientale targato Maria Gabriella Asparaggio, che segna il ritorno della nostra corrispondente in Ucraina dopo quello di due anni fa. Da qui in poi, inizia il racconto di Gabriella. Buona lettura.

Una nuova partenza

Sto accompagnando la mia amica in Ucraina per le vacanze natalizie. Rivedere i genitori anziani è un bisogno prepotente, che accomuna e unisce profondamente le famiglie. Partiamo da Milano a tarda sera, giungiamo a Cracovia. Trascorriamo in aeroporto parte della notte e successivamente prendiamo due treni e infine una navetta fino al confine di Meduka. Mentre entriamo, in senso contrario una fiumana di donne sole con i loro bambini esce dall'Ucraina.

Sulla navetta, paghiamo in sloti lo spostamento fino a Meduka, il confine.

Negozio di prodotti nel paese di Shclo, nella regione di Javoriv

Negozio di prodotti nel paese di Shclo, nella regione di Javoriv

La famiglia di Elena vive a Shclo. Nevica. Fa molto freddo, -7 gradi, la strada è una pista di pattinaggio. L'illuminazione per strada arriva soprattutto dai fanali delle auto e dalle luci negli alloggi. Ogni tanto mancano l'acqua, il gas... Tutto è cambiato con la guerra... È arrivata anche l'inflazione che si abbatte soprattutto sugli anziani. Un paio di anni fa ho cambiato un euro con 20 grivne, adesso con 50.

Direzione Lviv

La prima notte in Ucraina per fortuna riusciamo a dormire. Il 28 mattina prendiamo il pulmino e andiamo a Lviv. Sull'autobus salgono solo donne.

Alexander, autista

Alexander, autista

È Alexander che ci accompagna in città. È felice di posare per la foto e saluta l'Italia.

Guardiamo le info sui bombardamenti in Ucraina. Il giorno sembra tranquillo. Camminiamo dal mattino alla sera ininterrottamente.

Tra i primi posti in cui mi dirigo c'è il cimitero di Lychakiv. Ero qua nel 2023. Adesso è la quinta volta che torno in Ucraina. La prima nel 2014.

Qua non ci sono più posti per accogliere i morti di una guerra chiamata "Operazione speciale".

Una tomba nel cimitero di Lychavik

Una tomba nel cimitero di Lychavik

Mi colpisce la bellezza di questa donna, che non ha avuto il tempo di invecchiare, di vedere il proprio volto ricoprirsi di rughe...

Nel cimitero di Lychakiv non c'è più posto per le vittime, c'è spazio solo per il dolore, per cui mi dirigo verso il nuovo sito, attraverso il parco, fino alla cima della collina

Ecco il nuovo cimitero, pronto ad accogliere salme "fresche". Per ora sono pochi, com'era per Lychakiv. Qui non sono ancora venuti in visita capi di stato. Qui sono le famiglie che vengono a pregare i propri cari.