Presentata la mostra dell'artista-artigiano Guido Diémoz: «È l'incipit di un accordo col Forte di Bard» [VIDEO]

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Nella mattinata di venerdì 28 novembre, presso la sala consiliare di Savigliano, è stata presentata la mostra “Il cuore pulsante del legno - Sculture”, curata da Guido Corniolo e che contiene 25 opere lignee dell'artista-artigiano valdostano Guido Diémoz. In occasione della presentazione dell'evento, che si terrà a Palazzo Muratori-Cravetta dall'11 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026, abbiamo raccolto le parole dell'artista stesso e di Roberto Giorsino, assessore alla Cultura della città di Savigliano.
Il servizio a cura di Alessio Bessone:
Chi è Guido Diémoz
Guido Diémoz, classe 1949, nato e cresciuto a Doues, è uno degli interpreti più autentici della tradizione artigiana valdostana: un artista che ha trasformato il legno in un archivio vivo della memoria collettiva.
È solo alla fine degli anni Settanta che Diémoz decide di imboccare la strada dell’artigianato artistico. Nel 1977 apre il suo laboratorio e inizia un percorso che lo porterà a diventare un punto di riferimento del settore. Da allora, intreccia la sua vita a quella del noce, un materiale che lui impara a plasmare come un narratore che cesella parole.
Le opere di Diémoz sono potenti, monumentali e raccontano il mondo contadino valdostano con un realismo vigoroso che non indulge nella nostalgia, ma restituisce dignità e profondità a gesti antichi: la fatica nei campi, l’ospitalità delle case di montagna, la quotidianità di un’economia domestica che viveva di semplicità e rigore. Più che sculture, sono scene scolpite, frammenti di un passato che rischia di svanire ma che qui si fa materia, racconto.
La Valle d’Aosta lo riconosce da anni come uno dei suoi maestri. Le sue partecipazioni alla Fiera di Sant’Orso — ad Aosta come a Donnas — sono state costellate di premi e riconoscimenti. Nel corso del tempo Diémoz ha ricevuto numerosi attestati per la scultura in legno, fino ai più recenti: il Premio Domenico Orsi e il prestigioso premio La Saint-Ours, ottenuti con un’opera che riassume la sua poetica — Una scodella di minestra calda non si rifiuta a nessuno — un omaggio ai valori di accoglienza e solidarietà che un tempo erano la colonna vertebrale della vita alpina.
Le mostre che gli sono state dedicate hanno contribuito a far conoscere la sua visione: un’arte che dialoga con la fotografia, con la natura, con la storia, mettendo al centro la montagna e chi la abita. Ogni esposizione si trasforma in un viaggio nel tempo attraverso il linguaggio del legno, un medium che Diémoz tratta come un compagno di memoria.
