Dopo un anno, il Tavolo della pace si è presentato in municipio: gli obiettivi

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In tutto il mondo sono in atto almeno 56 conflitti armati: il numero più alto dalla seconda guerra mondiale; 92 i Paesi coinvolti in guerre al di fuori dei propri confini. Il 90% delle vittime sono civili, di cui l’80% donne, bambini, anziani e soggetti fragili. Solo il 4% sono caduti in azioni militari. Questo lo stato attuale della pace nel mondo.
Senza contare le controversie in campo economico, il terrorismo, le tensioni sociali, le rivendicazioni ideologiche che quotidianamente sfociano nella cosiddetta “violenza di genere”.
È da questi dati allarmanti che nell’ottobre del 2024 è nato anche a Savigliano il Tavolo della pace, un movimento spontaneo per promuovere, in modo attivo, la cultura della non violenza. Giovedì 6 novembre, dopo quasi un anno di rodaggio, il Tavolo si è presentato ufficialmente in municipio.
«Il Comune, con delibera del 28 maggio 2024, ha aderito al Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e ha delegato alla Consulta solidarietà la valorizzazione e la diffusione a livello territoriale delle varie iniziative di pace» ha spiegato la consigliera di maggioranza Tiziana Longo.
«Come amministrazione – ha aggiunto l’assessore alle politiche sociali, Anna Giordano – siamo stati presenti alle marce della pace Cuneo-Boves e Perugia-Assisi, abbiamo sostenuto le numerose manifestazioni per la cessazione dei conflitti in Ucraina e a Gaza, per i diritti umani, la legalità e per la giustizia sociale e il comitato “Cessate il fuoco”, che settimanalmente si ritrovava per un flash mob».
La Consulta si è fatta portavoce delle tante organizzazioni e dei singoli cittadini che lavorano per la pace e si è deciso di costituire l’associazione “Tavolo della pace”, per avviare insieme, con più forza, l’educazione al dialogo, al disarmo e alla convivenza. «Gli obiettivi del sodalizio sono il riconoscimento del diritto di ogni persona alla pace, il ripudio della guerra come strumento di offesa della libertà altrui e come mezzo di risoluzione delle controversie, la non violenza e il rifiuto delle armi per il raggiungimento della pace e la valorizzazione della cultura del dialogo come via, della collaborazione come condotta e della conoscenza reciproca come metodo» ha sottolineato Sergio Mondino, presidente della Consulta.
di Simona Trabucco
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