È già una Curtis da urlo: 12ª miglior performance nella storia dei 50 sl in NCAA

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Il meeting fra University of Virginia e University of North Carolina ha regalato una nuova formidabile prestazione da parte di Sara Curtis: venerdì 24 ottobre, la fresca matricola dell’University of Virginia (Uva) è scesa in vasca per un’esibizione mattutina nei 50 stile libero, registrando un pazzesco 21.18, vincendo la gara e diventando la miglior nuotatrice del paese in questa stagione. Un tempo che è valsa alla saviglianese la 12ª miglior performance nei 50 sl femminili nella storia della NCAA (National Collegiate Athletic Association), probabilmente già segnale dei miglioramenti ottenuti sotto la guida di coach Todd DeSorbo.
Prosegue così la vita americana di Sara, che tornerà in Europa a dicembre, in Polonia, per gli Europei in vasca corta.
L'avventura americana
A partire dallo scorso agosto, Sara Curtis ha lasciato Savigliano e l'Italia per trasferirsi negli Stati Uniti d'America, in modo da proseguire il suo percorso scolastico e sportivo. In autunno, la classe 2006 ha iniziato a frequentare i corsi della University of Virginia ed è stata inserita nella squadra femminile di nuoto & tuffi della UVA (Women’s Swimming & Diving) con la specializzazione “Free Sprints, Back” (libero sprint + dorso) come indicato nel roster ufficiale.
L’allenatore della squadra è Todd DeSorbo, che ha una reputazione internazionale per aver allenato atlete di altissimo livello. Sara ha dichiarato che sarà parte della sua squadra.
Già nei primi test/competizioni negli USA, Sara ha mosso i primi passi: ad esempio al suo debutto (in vasca yards, cioè 25 yd) ha nuotato i 50 stile libero in 21.97″, entrando nella Top 10 della storia della UVA per quel tipo di evento.
Sara ha parlato apertamente del carico e della “durezza” dell’allenamento negli Stati Uniti, ma si è detta motivata e pronta ad affrontare la sfida.
Passare dal contesto del nuoto italiano al sistema universitario statunitense significa per Sara: allenarsi in un ambiente con molte risorse, delle squadre di alto livello e uno staff tecnico esperto; competere regolarmente in un circolo NCAA che è molto visibile e competitivo; coniugare l’attività sportiva con lo studio universitario. Dal punto di vista internazionale, ciò la aiuta in vista degli obiettivi a medio termine (come le Olimpiadi) avendo già dimostrato primati nazionali e risultati internazionali.


