“Meating”, così non va: poco di tutto e prezzi elevati

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Parlando di “Aspettando Meating”, l’evento sulla carne andato in scena lo scorso week-end, non possiamo certo parlare di un successo. È sotto gli occhi di tutti che la manifestazione è stata poco partecipata.
Qualche considerazione
Se ci pensiamo un attimo, due anni fa la prima edizione di Meating non fu male: con trentamila visitatori e mille pasti consumati l’evento aveva dimostrato di poter funzionare.
Stavolta, però, non è successo. Forse “Aspettando”, che nelle intenzioni voleva essere un’anteprima di un evento futuro, è stata un’anteprima troppo magra. C’era poco di tutto: spazio ristretto, pochi stand. Chi arrivava faceva un giro e diceva: «tutto qui?». Anche pranzi e cene – squisiti, ottimamente serviti dallo staff dell’Aquila Nera di Genola – hanno registrato poca affluenza. A frenare la gente c’era un aspetto che tutti – ma proprio tutti – hanno sottolineato fin da quando sono usciti i volantini che annunciavano il programma. «Prezzi troppo alti». Probabilmente oggi in pochi vogliono spendere 35-45 euro, ma il prezzo della carne attualmente è alto, com’è stato anche sottolineato durante l’inaugurazione. La qualità va certamente pagata, ma dell’aspetto economico bisognerà certamente tenere conto in futuro.
Unica eccezione gli show cooking, che hanno attirato un buon pubblico di buongustai.
Come avevamo già osservato per “Meating” di due anni fa, ci sono delle oggettive difficoltà a portare in piazza un alimento come la carne. Fare “macellerie a cielo aperto”, dove si possano comprare bistecche & C., non è facile: le attrezzature necessarie sono molte, i costi sono alti. Da parte della Regione servirebbe dunque un apporto non solo di risorse – che già c’è stato per “Aspettando” – ma magari anche organizzativo, che sostenga l’operato dell’Ente Manifestazioni.
Detto questo, non bisogna scoraggiarsi. C’è un anno di tempo per ripensare l’evento ed organizzarlo in modo che sia in grado di attirare il pubblico. D’altronde, vantiamo un precedente positivo. La Festa del pane veniva da alcune edizioni sottotono, ma nel 2024 era riuscita a riprendersi, tornando sulla giusta strada. La speranza è che sia così anche per la carne.

