Sara Bergesio è la prima saviglianese a completare il Mondiale IronMan di Kona

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Con il tricolore sulle spalle, come una mantella ad avvolgerla dopo tutte le fatiche. Così Sara Bergesio si è presentata su quel traguardo che sembrava un sogno irraggiungibile. Invece, quel sogno è diventato reale: Sara è stata la prima donna saviglianese di sempre a qualificarsi ai Mondiali IronMan di Kona (Hawaii) e a concludere la pazzesca competizione da finisher. 797° posto col tempo di 12:21:49 per la portacolori del TriTeam Savigliano, la quale, dopo che lo scorso giugno aveva ottenuto il pass mondiale grazie al risultato di Klagenfurt (Austria), non si è mai fermata per preparare al meglio i 3,9 km di nuotata, i 180 km in bici e i 42 km di corsa.
«Avevo tre giorni per rientrare dal jet lag e non sono riuscita a prendere bene il giro - ammette la saviglianese - La notte prima della gara? Ho dormito 4 ore, avevo tanta tensione addosso, sia per le condizioni meteo che per il livello, mi sentivo “piccola” rispetto al contesto e alla fine ho anche sottovalutato il circuito: la nuotata è stata bellissima, ho potuto vedere i delfini, ma il mare era mosso e ho addirittura fatto 100 metri in più. In bici le prime due ore sono andate bene, poi però è uscito un sole che spaccava le pietre e l’alto tasso di umidità ha fatto il resto, oltre al forte vento a sfavore: 1400 m di dislivello in realtà sono pochi ma è tutto il contorno a renderla dura. Anche la corsa è stata devastante, nonostante abbia fatto solo due ore sotto al sole: le salite erano interminabili, ma per fortuna il problema al polpaccio (che accusava già da giorni, ndr) non si è sentito troppo; negli ultimi 15 km eravamo totalmente al buio, non si vedeva nulla, fortunatamente avevo la luce frontale».
«Vedere la finish line è stato veramente epico - racconta ancora - Il percorso si tiene su una highway, non c’è tifo ai lati, se non ai ristori; un’assenza che sul piano mentale risulta veramente pesante. La parte in bici è stata la più difficile: quando vedevo che non andavo avanti perché avevo il vento contro sono finita veramente in difficoltà. Alla fine, però, è andata benissimo e non potevo chiedere di più».
Dopo tanti sacrifici, per Sara è giunto il meritato tempo del riposo: «Adesso mi prenderò dei mesi di pausa. Altri IronMan in futuro? Ora non so rispondere, posso solamente ringraziare chi ha reso possibile tutto questo: il mio main sponsor Banca CRS, il mio allenatore Paolo Lanfranco, la mia famiglia e il mio ragazzo che mi hanno supportato in questo viaggio infinito. Dedico questo traguardo a me alla città di Savigliano: spero di essere la prima di tante altre atlete saviglianesi a partecipare ai Mondiali. Dal prossimo anno, però, sarà più difficile qualificarsi (la competizione tornerà a essere mista, ndr), ma chissà che non possa tornarci».
di Alessio Bessone


