Ultimo saluto a Mario, esule istriano e decano dei decoratori

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Lo scorso 7 dicembre, nella chiesa di San Michele a Genola, paese in cui si era trasferito da qualche anno, è stato dato l’ultimo saluto a Mario Cosmini, 86 anni, decano dei decoratori saviglianesi. La sua storia è anche quella di un esule istriano. Ce la raccontano i figli Daniela e Roberto.
Mario nasce nel 1938 a Laurana, in provincia di Fiume, in Istria, quando la regione fa parte del Regno d’Italia. La sua infanzia viene segnata da una grande perdita: a soli otto anni, rimane orfano di padre. Da giovane affronta una delle sfide più grandi della sua vita: lasciare la terra natale, che nel frattempo è diventata parte della Jugoslavia. Nel 1958 decide di attraversare il confine per raggiungere l’Italia, fuggendo nei boschi insieme a due amici, inseguito dai poliziotti che gli sparano alle spalle. Porta con sé solo il coraggio e l’indirizzo dei nostri nonni, Giuseppe e Carolina Lazzarich, residenti a Savigliano. Qui, grazie al lavoro offerto da nostro nonno, Mario non solo trova un’occupazione, ma anche l’amore della sua vita: Elda, la figlia di Giuseppe e Carolina, che sposa nel 1964 e con cui ha recentemente celebrato 60 anni di matrimonio. Mario si distingue come un lavoratore infaticabile, dotato di una forza di volontà straordinaria che caratterizza ogni aspetto della sua vita. Pittore appassionato, Mario non si separa mai dal suo pennello e realizza opere che vanno ben oltre le richieste quotidiane del suo mestiere. È un maestro nell’arte dei dipinti, degli stucchi in scagliola, delle decorazioni di meridiane e delle facciate di edifici storici come il Teatro Milanollo e la Chiesa di Sant’Andrea a Savigliano, che rimangono testimonianze vive del suo talento. Mario viene accolto con affetto in tantissime case dove lavora e, allo stesso modo, accoglie familiari, amici e conoscenti nella sua casa con amicizia e cordialità. Non è solo un grande lavoratore, ma anche un uomo che vive con gioia. Ama trascorrere il tempo con la famiglia e adora particolarmente i momenti passati con i nipoti e, più recentemente, con i pronipotini. Nutre anche un profondo amore per la natura, per l’orto e per gli animali: dai cani ai gatti, agli uccellini che accudiva con cura e affetto. Anche la pesca è una sua grande passione. Pur avendo lasciato la sua terra natia da giovane, Mario mantiene per tutta la vita un legame profondo con Laurana, il suo paesino Liganj, dove da bambino viveva con i suoi genitori. Il suo instancabile lavoro, unito al suo carattere generoso e gioviale, lascia un segno indelebile nei luoghi e nei cuori delle persone che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. La sua eredità non si limita alle opere d’arte che ha realizzato: vive nelle persone che ha amato, incontrato e ispirato. Mario sarà ricordato come una «gran brava persona», autentica e generosa, un artista la cui vita ha lasciato un segno profondo. Ogni volta che ammireremo un suo dipinto, il suo ricordo riaffiorerà e ci sentiremo confortati dalla fortuna di averlo conosciuto. Da parte nostra, i tuoi figli Daniela e Roberto: grazie, papà! Da parte di tua moglie, Elda, di tutti i familiari e di tutte le persone che ti hanno conosciuto: grazie, Mario!
Daniela e Roberto Cosmini
