Sono fra gli ultimi che si occupano della macellazione diretta dei capi

Portano avanti una tradizione preziosa ed antica nel settore alimentare
02 Dic 2024   

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Nel cuore di Caramagna, la macelleria Bono porta avanti una tradizione antica e preziosa nel settore alimentare: è oggi una delle pochissime macellerie della zona che ancora si occupa della macellazione diretta degli animali.

È nata dopo la guerra, nel 1946, avviata dal giovane Giuseppe Bono, allora appena diciannovenne, insieme alla moglie Maria Luino, lasciando in primis il testimone al figlio Pierluigi, affiancato dalla moglie Patrizia e dal figlio Andrea, il quale, oggi dopo 40 anni, a sua volta, sta apprendendo l’arte del mestiere dal padre.
L’obiettivo è quello di continuare una tradizione che ha radici profonde nella comunità, che si adatta alle esigenze moderne e che rappresenta di fatto la terza generazione di macellai. La macelleria ha attraversato diverse sfide nel corso degli anni, in particolare con l’introduzione di nuove normative in materia di igiene e benessere animale, imposte a partire dal 2009 dall’Asl. Queste norme, pur giuste e necessarie, hanno spinto molti macellai a rinunciare alla macellazione diretta, a causa dei costi elevati, per adeguarsi ai rigorosi standard richiesti. Tuttavia, come racconta Pierluigi, la famiglia ha deciso di continuare a macellare, proprio per garantire ai clienti la qualità della carne: «Mi piace andare a dormire tranquillo la sera, sapendo cosa ho venduto» afferma con orgoglio Bono.
Il macellaio ci parla della scelta di vitelli di razza piemontese macellati una volta la settimana con sveglia alle 5,10 del mattino e di tutto il grande lavoro minuzioso che oggi ne segue. Tutta la carne viene accuratamente messa sotto vuoto ed etichettata con tanto di rintracciabilità: poiché qualsiasi pezzo deve risalire alla vacca, a ciò che ha mangiato, alla mamma e al toro che l’ha fecondata. Un lavoro che sa di altri tempi, di passione, di sacrificio. «Ho imparato a fare il macellaio da mio papà, a 14 anni sparavo già ai maiali – ricorda il titolare – e ora, per fortuna, mio figlio sta imparando da me».

La nota attività del paese si distingue per la sua fedeltà ai valori di un tempo ed è un esempio di come sia possibile mantenere vive le radici del passato, pur adattandosi alle esigenze del presente.

di Viviana Cappelli