Due sorelle a Lisbona: "Che emozione incontrare il papa!"

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“Levantou-se e saiu appressadamente”, “si alzò e andò in fretta” è stato il vangelo con protagonista Maria che ha accompagnato la Giornata Mondiale della Gioventù 2023 che si è tenuta a Lisbona dall’1 al 6 agosto. È stata una settimana di incontri con le varie nazionalità di tutto il mondo, a partire da Lourdes con la fiaccolata in varie lingue e soprattutto la messa di accoglienza tenutasi nel Parco Edoardo VII in centro a Lisbona, dove erano presenti 500 mila giovani.
«La funzione di accoglienza ci ha permesso di entrare nell’atmosfera della GMG – raccontano le due sorelle genolesi Vittoria e Silvia Aimetta –. Noi italiani eravamo moltissimi, circa 65 mila, con i quali abbiamo condiviso la Festa degli Italiani caratterizzata da musica e testimonianze di nostri connazionali conosciuti, che nella vita si sono rialzati a seguito di alcune loro cadute. Nella settimana della GMG abbiamo sperimentato cosa vuol dire comunità, ma soprattutto la bellezza dell’essere tutti riuniti in un solo posto, partiti da tutto il mondo, per assaporare quella gioia che deriva dalla nostra fede, una gioia condivisa da due milioni di giovani: cantare “Bella ciao” a ritmo di un tamburello senegalese a bordo di un tram, salutare la gente e fare foto con loro, vedere i mezzi pubblici strabordanti di giovani e ballare la bachata in una stazione della metro al ritmo di una canzone portoghese, dormire in un asilo con altre 100 persone, cantare a squarciagola le canzoni dei The Sun insieme a moltissimi altri italiani ed ai cantanti stessi. Perché la gioia è missionaria, la gioia va condivisa e portata agli altri, con un sorriso, con la musica, con qualsiasi cosa. Pensiamo condividano questo pensiero anche tutti coloro della diocesi di Cuneo-Fossano che hanno vissuto la settimana di gemellaggio a Coimbra dove ci hanno raccontato essere stati accolti nel migliore dei modi e dove hanno vissuto esperienze indimenticabili per poi riunirsi a noi nella settimana successiva a Lisbona. Durante le giornate abbiamo vissuto momenti di catechesi ed abbiamo visitato la città... Ma crediamo che i momenti che ci hanno scossi di più siano stati quelli di incontro con Papa Francesco».
«La Via Crucis del venerdì è stato un momento molto emozionante poiché – aggiungono le due sorelle – nonostante avessimo paura che potesse essere molto pesante da seguire da fermi, è stata animata davvero molto bene a livello scenografico e tematico e ciò ha permesso ad ognuno di noi di immedesimarsi nelle difficoltà che Gesù vive fino al Calvario e di essere pienamente coinvolti, anzi travolti, dalla forza dello Spirito. La Veglia è stata il centro della GMG ma, dopo varie preoccupazioni a causa del caldo della giornata, è comparso un tramonto mozzafiato nel cielo che ha ammaliato tutti noi, seguito da un’atmosfera di preghiera ed appunto veglia, attesa, che è scesa nel Parque Tejo accompagnata dalle parole centrali di questa Giornata Mondiale della Gioventù: “Alzati e Seguimi”. Non avremmo mai pensato che con due milioni di persone potesse calare un silenzio così profondo e invece, così è stato».
E dopo una notte all’aperto ed un’alba spettacolare sul Tago, i giovani partecipanti sono stati svegliati alle 7 di domenica mattina con musica techno prima che iniziasse la messa di conclusione. «È stato proprio durante l’omelia che il Papa ha posto nelle nostre mani il messaggio finale per poter essere giovani nel mondo odierno: dobbiamo imparare a brillare per essere luce e portare gioia a chi ci sta accanto. Dobbiamo ascoltare la Sua parola per non lasciarci attrarre da “egoismi mascherati d’amore”. Ed infine, “non temere”, non avere paura nell’affrontare la nostra vita, le nostre sfide e nel dare voce ai nostri sogni ed ai nostri desideri».
Con queste consapevolezze le due sorelle sperano che quello di Lisbona 2023 sia un arrivederci ai prossimi appuntamenti, il Giubileo dei giovani nel 2025 a Roma e chissà Seoul 2027 (la prossima GMG).
«È stata un’esperienza davvero unica, siamo stati a contatto con il mondo, abbiamo conosciuto nuove persone, scosso la nostra fede – concludono Vittoria e Silvia –. Ora il nostro compito è quello di fare tesoro di tutto ciò che abbiamo vissuto per poter ripartire con molta più “grinta” e carica nella vita quotidiana!».
di Stefania Aimetta

