Avventura in bici in Norvegia per i due ex colleghi

Una cicloescursione memorabile per i due affiatatissimi amici
25 Lug 2023   

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Silvano Parlanti e Dario Chiaramello in Norvegia

Silvano Parlanti e Dario Chiaramello in Norvegia

Un’esperienza che può cambiare la vita, un nuovo punto di vista che rischiara la mente e conforta l’animo, lontano dal caos quotidiano. È stato così per Silvano Parlanti e Dario Chiaramello che, lunedì 19 giugno, sono partiti alla volta della Norvegia, viaggiando per 1.200 km semplicemente su una bicicletta, “armati” di tutto punto. Dopo aver raggiunto Bodø in aereo, i due amici ed ex colleghi di lavoro in municipio hanno prima visitato Capo Nord per poi recarsi sulle splendide Isole Lofoten (famose per l’aurora boreale in inverno e per il sole di mezzanotte in estate). Nel viaggio Silvano ha portato anche la maglietta di “Lollo” Cardone, il simpatico “Ambasciatore del saluto” saviglianese.

Uno scorcio scandinavo

Uno scorcio scandinavo

Come è stata questa “fuga norvegese”?
Silvano: «Sono già stato a Capo Nord, esattamente dieci anni fa. Questa volta ci tenevo a passare per le Lofoten e ammirare i loro splendidi paesaggi: il viaggio è nato per la passione e l’amore per i paesaggi scandinavi. Se il clima ci è venuto incontro, non è stato comunque semplice affrontare 12mila metri di dislivello».
Dario: «Nel 2021 avevamo già viaggiato insieme a Roma, lungo la via Francigena: vivere assieme non è facile, è un’esperienza faticosa e serve grande affiatamento. Occorre una preparazione atletica non indifferente, tende e borse pesano, ma abbiamo potuto approfittare di letti e piastre per cucinare nelle casette dei camping: arrivando a ore decenti siamo riusciti a utilizzare tutto il materiale, anche se un paio di volte siamo arrivati al pelo, visto che i posti sono limitati e c’è un campeggio ogni 50 chilometri».

Come ci si prepara a un viaggio del genere e cosa vi ha lasciato?
S: «Sapevo già com’era la compagnia, quindi il viaggio è stato preparato più facilmente. L’affiatamento è indispensabile; i nervi sono a fior di pelle perché pioggia e vento sono costanti, i problemi devono essere risolti insieme. Cosa comanda è la testa: le gambe sono allenate e preparate, ma è la mente che ti fa arrivare al traguardo. Il panorama, però, ti toglie problemi, ti rasserena».
D: «A livello fisico lascia tanto, perché non è una passeggiata (abbiamo anche percorso 40 km di gallerie, di cui tre sottomarine) ma ho trovato libertà mentale, riuscendo a staccare la spina per tre settimane (siamo ritornati a Savigliano il 7 luglio). A viaggio finito non vedevamo l’ora di tornare, ma fa parte del gioco».

LA DOPPIA INTERVISTA COMPLETA ALL'INTERNO DEL GIORNALE.