Coletti (Ente manifestazioni): «Alle critiche, rispondiamo coi fatti»

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Pubblichiamo in forma integrale l’intervento del presidente dell’Ente Manifestazioni di Savigliano, Andrea Coletti (foto), in risposta alla polemica sulla “Savigliano che dorme” innescata nelle scorse settimane dalle considerazioni di Fiorenzo Panero, giornalista intervenuto come privato cittadino sulla nostra pagina delle lettere (un riassunto della missiva di Coletti si trova sull’edizione cartacea in edicola stamattina, a pagina 5).
Egregio direttore,
fuori dalla polemica politica,
ma dentro le questioni che coinvolgono l’ex Ente Manifestazioni Srl (ormai
liquidata) e l’attuale Fondazione Ente Manifestazioni, ci pare necessario
fornire ai suoi lettori le informazioni corrette, affinché ciascuno possa
capire, contestualizzare e farsi un’opinione critica in merito a quanto riportato
dal giornalista Fiorenzo Panero sul suo giornale di mercoledì 18 novembre.
Andando per ordine: “la
Meccanizzazione va avanti per forza d’inerzia da oltre 30 anni”. Questa è
un’affermazione falsa. Probabilmente è un’opinione, molto personale, del sig.
Panero che, in base alle cose che scrive, non visita la Fiera da molti anni, ma
avendo noi lavorato attivamente all’organizzazione delle ultime 5 edizioni
dell’evento (la 6°, quest’anno, è stata interamente organizzata e poi annullata
a causa della pandemia Covid), possiamo affermare con assoluta certezza e
dimostrare con i fatti che non c’è riscontro alcuno a quanto affermato nella
lettera riportata sul suo giornale. La Meccanizzazione è un evento che non ha
nessuna forza d’inerzia (e aggiungiamo purtroppo, poiché ne saremmo tutti lieti
e rasserenati, se così fosse) e richiede grandissimi sforzi per essere di anno
in anno alimentato. Nel corso delle ultime 5 edizioni, a differenza di quanto
fatto in passato e per una scelta precisa dell’organizzatore, l’evento si è
fortemente professionalizzato concentrando l’attenzione sui temi
dell’innovazione e dell’internazionalizzazione nel mercato delle macchine
agricole. La Fiera di oggi dura 4 giorni e non più 3; è presente una sala
convegni multimediale (l’abbiamo chiamata Agrimedia), dove si tengono
importanti momenti di confronto sull’uso della tecnologia applicata nelle
diverse colture, si promuove l’importanza dell’analisi dei dati disponibili
nella lavorazione dei campi, si approfondiscono temi di risparmio energetico e
idrico e si condividono le best practice
nell’agricoltura moderna. Si ragiona sul presente e sulle frontiere del futuro
prossimo della meccanizzazione. I convegni sono organizzati e coordinanti dalla
Fondazione Ente Manifestazioni con la collaborazione di diverse Università,
aziende private e professionisti specializzati nel settore, rispettati e
riconosciuti in tutta Europa, i quali ci consentono di entrare nel vivo dei
temi di volta in volta trattati, collocando l’evento ad un altissimo livello
professionale. In Agrimedia si alternano relatori di fama internazionale. Alla
Fiera della Meccanizzazione, da un po’ di tempo a questa parte, non ci sono
espositori che propongono prodotti di qualunque tipo (per esempio alimenti,
automobili, stufe e caminetti e neanche macchine agricole usate o
ricondizionate...), perché non sono più ammessi alla nostra Fiera, come
avveniva in passato, ma sono presenti soltanto aziende del settore accuratamente
selezionate da un’apposita commissione (anche in questo caso è la competenza a
guidare) in base ad un regolamento che ne descrive le specifiche. Non era mai
accaduto, per esempio, che aziende produttrici di macchine agricole e con
interessi in 5 continenti partecipassero direttamente come casa madre (e non
mediante un concessionario di zona) alla Fiera di Savigliano. Oggi questo è un
fatto che smentisce categoricamente “il modesto livello provinciale
dell’evento”, come riportato nella lettera di Panero. Nelle edizioni precedenti
il 2015, la Fiera era più ricca di iniziative a corollario, che tuttavia ben
poco avevano a che vedere con la produzione e la commercializzazione di
macchine agricole; assorbivano importanti energie economiche e non solo, ma
soprattutto distoglievano l’attenzione dalla vera natura dell’evento e creavano
confusione sull’identità di una fiera che ha un settore preciso di riferimento
e non è generalista, anche nel nome che porta. Non era sbagliato allora fare
cose di questo tipo, ma è noto che le cose cambiano e di fronte ad un bivio,
abbiamo fatto la scelta coraggiosa e non semplice di alzare il livello e di
puntare sul nocciolo della questione, la meccanizzazione agricola. Certo,
quella di oggi non è più la “Fiera di paese” di un tempo, ma un evento
nazionale (con presenze internazionali in crescita) che tra i costruttori di
macchine agricole è ambito e molto rispettato. Sì, perché i nostri
interlocutori sono imprenditori, spesso di successo, che studiano il mondo per
vendere i propri prodotti di eccellenza e non hanno motivi pregiudiziali o politici
per denigrare il nostro lavoro; ci valutano per i fatti e sulla base della
nostra offerta ci riconoscono il valore che chiediamo.
A proposito di valore, pochi
anni fa la Fiera della Meccanizzazione fatturava 150.000 € scarsi e aveva un
costo di produzione dell’evento pari a poco meno del 50%. Il concetto di base
era “chiediamo poco per dare pochissimo, ma marginalizziamo bene”. Se
disgraziatamente avessimo proseguito su quest’onda, oggi potremmo parlare della
Fiera della Meccanizzazione di Savigliano come di un ricordo, poiché gli
imprenditori di cui prima non sono inclini a dare fiducia a chi tiene questi
comportamenti molto provinciali e poco ambiziosi. Semplicemente vanno da
un’altra parte, l’alternativa non manca. L’edizione 2019 (l’ultima realizzata)
ha prodotto un fatturato ampiamente superiore ai 400.000 €, con un costo di
produzione di circa il 75%. Una crescita del 170% in 5 anni, senza politica,
senza contributi, solo con il lavoro e l’impegno di un gruppo di giovani donne
(tutte con contratti part-time), operative, concrete, capaci, competenti e di un
gruppo di amministratori volontari. Quante aziende di piccole o medie
dimensioni hanno registrato performance di questo tipo e in questi anni?
L’obiettivo che ci poniamo è di creare valore, non a nostro esclusivo agio
(come purtroppo si è fatto per diversi anni in passato), ma per i nostri stakeholders, affinché i clienti della
Fiera, di anno in anno, abbiano concreti motivi per partecipare all’evento e,
magari, per parlarne bene ad altri costruttori di macchine agricole durante i
12 mesi che passano da un’edizione all’altra.
Da molti anni la Fiera ha un
ufficio stampa qualificato (e che pertanto costa molto), investe decine di
migliaia di euro in comunicazione, prevalentemente su organi di stampa
specializzati nel settore delle macchine agricole, delle macchine movimento
terra e nel grande mondo dell’agricoltura e, ogni anno, l’Ente Manifestazioni
produce un volume di oltre 250 pagine per la rassegna stampa. Ne abbiamo copia
di ogni anno negli uffici di piazza del Popolo e li mettiamo a disposizione del
sig. Panero, nel caso volesse consultarli.
Aggiungiamo, per maggiore
chiarezza e a completamento delle informazioni, che la pubblica amministrazione
in tutte le sue articolazioni non partecipa, né contribuisce alla realizzazione
della Fiera della Meccanizzazione. Paghiamo tutto noi, persino gli agenti della
polizia municipale che nei giorni della Fiera deve integrare il proprio
organico su Savigliano a causa della complicata gestione del traffico generato
dall’evento in corso. Facciamo tutto con le nostre sole forze. E questo è un
punto fondamentale che ci occorre chiarire relativamente alle considerazioni
del sig. Panero dei begli anni andati della Festa internazionale del pane e di
Madama la piemonteisa. Erano gli anni in cui, al contrario di cosa accade oggi,
arrivava una pioggia di denaro pubblico da diversi soggetti per la
realizzazione degli eventi saviglianesi; anni di vacche grasse e di abbondanza
che non richiedevano bilanci previsionali, budget di spesa, trattative
estenuanti con i fornitori per trovare l’offerta migliore. Erano gli anni in
cui Berta filava. Anni in cui, attraverso quell’atteggiamento spregiudicato
nell’utilizzo del denaro pubblico, la classe dirigente di allora ha prodotto
danni giganteschi. Oggi conosciamo tutti la situazione drammatica in cui versa
il nostro debito pubblico, quello che strozza la nostra economia, anche e
soprattutto quella sana. Un peso che graverà come un macigno sulla vita delle
prossime 2 o 3 generazioni di italiani, che saranno chiamate a ripagare i danni
dei propri bisnonni e nonni facendo attenzione ad ogni singolo euro speso.
Erano appunto gli anni in cui a Savigliano si organizzavano Madama la piemonteisa
e la Festa internazionale del pane, un evento, quest’ultimo, che costava ben
oltre 300.000 €, che portava nutrite delegazioni di stranieri a Savigliano e
pagava vitto, alloggio, voli aerei, il tutto in perdita secca. Non si
producevano ricavi, non esistevano gli sponsor privati, anzi, non ci si
preoccupava neanche di compensare i costi dell’evento; una gestione disinvolta
che, nonostante i cospicui finanziamenti pubblici, ha prodotto importanti
perdite di bilancio e remunerato profumatamente consulenze di vario tipo, tanto
a pagare per tutti pensava Pantalone. Una sbronza clamorosa di 2 giorni pagata
dalla collettività a beneficio di pochissimi, con conseguenze assai più
dolorose del classico mal di testa. È giusto che i fatti qui descritti (tutti
puntualmente documentati) siano noti ai saviglianesi e a chi legge, perché
ciascuno possa formarsi un’opinione fondata.
Non è certamente questa la
strada per promuovere il turismo e proprio quegli anni ne sono la dimostrazione
pratica. Non lo era allora e non lo è oggi, in un mondo profondamente cambiato.
E per fortuna, perché se lo fosse, non potremmo neanche pensare di percorrerla.
Potremmo chiudere subito ogni ipotesi di sviluppo del turismo a Savigliano.
Esiste in proposito una ricchissima letteratura frutto della ricerca delle
migliori Università italiane in merito allo sviluppo del turismo e la questione
è decisamente meno banale e semplicistica di come viene posta nell’intervento
del sig. Panero. Piuttosto, sempre per parlare di fatti, si fosse agito con
maggiore lungimiranza in quegli anni d’oro, si sarebbe potuto investire in
infrastrutture e magari, oggi, avremmo un’area fieristica anche solo
minimamente attrezzata con impianti di servizio e noi, che gli eventi li
sappiamo fare, potremmo esprimerci ad un livello ancor più alto. Invece siamo
nella ghiaia (per la maggior parte dell’area), non abbiamo la fornitura né di
corrente elettrica, né di acqua, né tantomeno possiamo contare sulla presenza
di parcheggi e ogni anno spendiamo una parte importante del nostro budget per
costruire un evento che compensi le deficienze dell’area, almeno in parte.
Chiudiamo con un’ultima
smentita. Il presidente Coletti è stato nominato all’Ente Manifestazioni Srl
dal sindaco Cussa dopo aver compilato (prima della nomina e senza aspettative)
un modulo in Comune per offrire la disponibilità ad assumere incarichi di tipo
amministrativo. Non è mai stato impegnato nella politica cittadina, né
tantomeno ha militato in un qualsivoglia partito. Per una volta, nei termini
indicati dal sig. Panero, la politica e i partiti non c’entrano niente. Con la
creazione della Fondazione e la liquidazione della Srl partecipata dal Comune
di Savigliano, a seguito del rapporto di stima e fiducia costruito nei 4 anni
di lavoro sulla Fiera della Meccanizzazione, Confartigianato Cuneo ha proposto
al dott. Coletti di rappresentarla nel C.d.A. del nuovo soggetto giuridico
nascente. In questi 6 anni ha messo le proprie capacità, competenze e molto
tempo al servizio di questa iniziativa perché riteneva giusto farlo come
cittadino saviglianese; l’ha fatto come volontario, lavorando al mattino
presto, alla sera tardi e, quando è servito, di notte. Non è ancora riuscito a
realizzare tutto quello che avrebbe voluto, ma certamente non ha fatto né
polvere, né confusione. E soprattutto non ha ancora finito.
Con la Fondazione, la nuova
amministrazione comunale ha nominato il dott. Aldo Lovera come componente del
C.d.A. Da 23 anni il sig. Lovera non ha nessuna militanza in partiti politici,
ma da molti anni coordina efficacemente la Consulta cultura di Savigliano e
svolge tutto ciò con spirito di servizio e come volontario. Nel corso di circa
23 mesi di attività della Fondazione, nonostante il suo ruolo, Aldo ha lottato
come un guerriero con l’amministrazione comunale per far rispettare gli impegni
presi dal Comune con l’Ente Manifestazioni diventando, a parti invertite, un rappresentante
della Fondazione presso il Comune di Savigliano. Essendo l’unico componente del
gruppo felicemente in pensione si prodiga a seguire i lavori dell’ufficio
quotidianamente, intrattiene tutte le relazioni con gli uffici comunali e si fa
promotore di un coordinamento tra le associazioni della Consulta cultura e la
nostra Fondazione.
Quindi, qui non c’è nessuno
che scalda la poltrona e chi sostiene il contrario è molto disinformato, poco
rispettoso del faticoso lavoro svolto in tempi di vacche molto magre da
cittadini volontari.
Caro direttore, non sappiamo
perché in una polemica squisitamente politica il sig. Panero abbia voluto criticare
l’Ente Manifestazioni e il suo operato sulla città senza neanche conoscere i
fatti. Un giornalista dovrebbe verificare le fonti e riportare con ben altro
livello di conoscenza i temi di cui scrive. Ne siamo certamente molto
dispiaciuti e non intendiamo in alcun modo, sia chiaro, aprire un carteggio
pubblico con questo signore, ma per la rispettabilità del Suo giornale, per
fornire ai lettori e ai cittadini saviglianesi informazioni corrette di come
stanno le cose e per l’onorabilità di tutti noi e della Fondazione Ente
Manifestazioni abbiamo ritenuto necessario, nostro malgrado, scrivere questa
lettera di chiarimento.
Grazie per la Sua ospitalità.
Cordialmente.
Per la Fondazione Ente Manifestazioni Savigliano
Il Presidente Andrea Coletti
