Ilva: cresce la preoccupazione per il futuro

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RACCONIGI. Le notizie che arrivano da Taranto, con la chiusura dello stabilimento Ilva, hanno avuto immediate ripercussioni anche a Racconigi: martedì i sindacati hanno decretato uno sciopero dalle 13,30 alle 15,30 con assemblea per informare i lavoratori dell’evolversi della situazione. L’astensione dal lavoro si è conclusa con un corteo interno attorno alle palazzine della dirigenza dell’azienda.
La preoccupazione è grande tra i dipendenti dello stabilimento racconigese, che per il loro lavoro dipendono completamente dalla materia prima in arrivo da Taranto via Genova. Per il momento però la produzione continua e, a differenza di quanto è successo a Taranto, le cartoline per bollare non sono state bloccate.
«Per ora un po’ di materiale c’è – conferma Tribaudino (Fiom-Cgil) –, ma con il blocco dello stabilimento di Genova non saremo più riforniti. Potremo andare avanti al massimo per qualche settimana. È stato chiesto un tavolo di contrattazione a livello nazionale ed il governo, che sta seguendo ora per ora la situazione, ha fissato la data dell’incontro con le parti sociali per le ore 15 di giovedì 29 a Roma, Palazzo Chigi. E non è detto che in questa occasione si riesca anche ad organizzare una grande manifestazione, nazionale e, questa volta, unitaria».
Se manifestazione ci sarà, vi prenderanno parte anche i lavoratori dello stabilimento racconigese: mentre andiamo in stampa i sindacati stanno valutando la possibilità di organizzare dei pullman con cui raggiungere la capitale.
