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Casa di riposo. Si va verso la costruzione a Becco d’Ania

“Uno contro tutti”, giovedì sera sotto l’Ala, sul futuro della casa di riposo cittadina. Il sindaco Sergio Soave ha voluto incontrare gli oltre duecento firmatari di una petizione che si batte contro la costruzione del nuovo ospizio in località Becco d’Ania, una zona ritenuta troppo periferica.
Con calma e sangue freddo, quasi dovesse tenere una lezione, Soave ha spiegato i motivi per cui il Comune vorrebbe scegliere quell’area, che sorge dietro la piscina. «A fine mese – ha esordito il primo cittadino – il Consiglio comunale dovrà decidere. Sono contento, quindi, di poter discuterne ora con la cittadinanza».
«Il Comune – ha precisato il “professore” – con la casa di riposo non c’entra niente, visto che la struttura è gestita da un’associazione privata senza fini di lucro. Perché allora s’interessa? Perché la “Chianoc” ha sempre svolto un servizio pubblico e perché l’attuale consiglio di amministrazione, gravato dai debiti, ci ha chiesto d’intervenire».
Soave ha poi ripercorso per sommi capi l’operazione che ha in mente il Comune: buttare giù l’attuale edificio di via Donatori del Sangue, rendere l’area edificabile e venderla ad un costruttore che voglia fare degli alloggi. Con la somma incassata, sanare il debito (3 milioni di euro) dell’attuale casa di riposo e poi indire un bando per costruirne una nuova. Dove? In località Becco d’Ania, appunto. Un’area che i firmatari gli contestano ma che, secondo Soave, «è l’unica disponibile. Non ci sono alternative. Secondo noi non è così lontana: da piazza del Popolo, ci sono 6 minuti in più rispetto al tragitto per andare alla casa di riposo attuale. In altre città (Marene, Saluzzo…) ci sono strutture anche più lontane».
Si è poi aperto un dibattito durante il quale cittadini ed amministratori comunali hanno detto la loro, proponendo soluzioni alternative o sollevando dubbi sull’efficacia dell’operazione. Soprattutto, si teme che arrivi un gestore privato dedito solo al business o si ha paura che, una volta costruito il nuovo ospizio, ci siano di nuovo problemi di gestione. Tutte eventualità che Soave – pur ammettendo di non avere facoltà divinatorie – tende ad escludere.
Durante la serata, comunque, Soave non ha mai accusato le passate gestioni della “Chianoc”, affermando di essere convinto che «abbiano operato gratuitamente con il solo fine di fare del bene».
Nel finale ha preso la parola anche l’attuale presidente della Chianoc, Angela Ambrosino, per spiegare come si sia formato il debito che grava sulla casa di riposo.
Al termine dell’incontro, la sensazione è che il Comune sia più che mai deciso a procedere per la strada annunciata.

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