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Tasse comunali sempre uguali a Savigliano

«Questo è un bilancio di guerra». Il sindaco Soave non usa mezzi termini per definire il bilancio 2010 del nostro Comune (che sarà votato lunedì sera in Consiglio), mentre l’assessore Piola preferisce essere un po’ più soft definendolo «rigoroso, prudente e rispettoso».
Malgrado la crisi economica e le strette maglie del “patto di stabilità”, che non consentono ampi spazi di manovra, il foglio “dei conti e delle spese” della nostra città per il prossimo anno non nasconde brutte sorprese. Sicuramente non sarà un momento (per dirla in modo bucolico) di “vacche grasse” e di questo forse ne risentiranno un po’ le associazioni, ma nel documento si può scorgere anche qualche buona notizia.
La prima fra tutte è che le imposte non aumenteranno. Nel 2010, ICI ed addizionale Irpef rimarranno invariate ed anche la tassa rifiuti non subirà variazioni, salvo una piccola agevolazione – definita dallo stesso assessore alle Finanze Gianpiero Piola “anacronistica” – che verrà cancellata.
Altra novità, per quanto riguarda la raccolta rifiuti, sarà il passaggio al “porta a porta”, strumento che dovrebbe consentire un incremento della “differenziata”. E sempre nel campo dell’ecologia e delle fonti energetiche rinnovabili, presto su molti tetti di proprietà comunale dovrebbero apparire impianti fotovoltaici.
Per il resto, tutto rimane nella norma, sebbene qualche segnale di preoccupazione derivi dal calo degli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Una flessione abbastanza evidente, figlia della flessione del settore edilizio. Oltre alla crisi, anche lo Stato ci mette lo zampino. Il centralismo statale, che trova la sua massima espressione nel “patto di stabilità”, strumento nato qualche anno fa per contenere le spese ed invitare amministratori spendaccioni a chiudere il borsello, ora si rivela un’arma a doppio taglio che non permette a quei Comuni “virtuosi” come il nostro di fare nuovi investimenti. Il patto, infatti, non consentirebbe all’amministrazione civica di contrarre nuovi mutui per far partire opere pubbliche. Sono soprattutto le piccole imprese artigiane a patire questo immobilismo. Secondo il presidente della Confartigianato, Michele Giacosa, i piccoli lavori pubblici potrebbero proprio venire eseguiti da imprese del territorio, con importanti ripercussioni anche nel campo occupazionale.
Un’altra buona notizia riguarda il settore sociale, dove non sarà effettuato nessun taglio. Anzi ci sarà un’attualizzazione del redditometro Isee in modo da monitorare situazioni di difficoltà che potrebbero interessare alcune famiglie in caso di cassa integrazione o perdita di lavoro. Allo stesso tempo, però – promette Piola – i controlli sulle agevolazioni concesse sui servizi a domanda individuale saranno intensificati.

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