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Dante “a Savigliano”: una storia curiosa

SAVIGLIANO. In occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri e del “Dante dì”, ricordiamo una piccola curiosità riguardante la sua presenza in città.  Presso il Museo Civico “A. Olmo”, non esposto nella collezione permanente, è infatti conservato un busto in bronzo (alto poco più di cinquanta centimetri) raffigurante il sommo poeta realizzato da Alfonso Borghesani attorno agli anni Trenta del secolo scorso.

Curiosa la storia che si cela dietro a quest’opera e alla sua realizzazione. Nel 1921, in occasione dei seicento anni della morte di Dante, il Comune di Ravenna, su richiesta del Comitato Dantesco Ravennate, promosse una ricognizione dei resti del poeta affidandone l’incarico a due fra i più insigni antropologi italiani dell’epoca: il professor Giuseppe Sergi dell’Università di Roma e il professor Fabio Frassetto dell’Università di Bologna. In quell’occasione gli studiosi non si limitarono a compilare un semplice inventario delle ossa, ma riuscirono a redigere un’accurata descrizione morfologica e ad eseguire una ricca serie di rilevazioni metriche e di osservazioni paleopatologiche. Al termine di un approfondimento durato più di dieci anni e partendo dai dati raccolti “sul campo”, il Frassetto diede pubblicò uno studio scientifico intitolato “Dantis ossa”.  Come si legge nella prefazione del volume, lo studioso spiegò che il volume riportava “quanto sulle caratteristiche fisiche di Dante” era allora “concesso alla Scienza di accertare”. Fu così possibile una prima ricostruzione dei caratteri fisici e fisionomici di Dante e, in particolare, del cranio. Nella propria analisi, inoltre, il Frassetto confrontò la rispondenza dei dati scientifici da lui rilevati con l’iconografia classica dantesca. Lo studioso, in particolare, rilevò che il busto realizzato da Vincenzo Vela (1820-1891) fosse quello che rappresentasse al meglio le sembianze del poeta e al contempo ne manifestasse spiccatamente le caratteristiche spirituali. Partendo dalla pubblicazione del Frassetto, Alfonso Borghesani (1882 – 1964) realizzò anch’egli un busto di Dante che rispettasse le indicazioni dell’antropologo. L’artista, ammirevole per le sue eleganti capacità narrative esaltate da un uso pittorico del bronzo, fu particolarmente attivo nella scultura cimiteriale. Numerose sue realizzazioni sono visibili presso il cimitero della Certosa di Bologna e si caratterizzano per la varietà figurativa che spazia dal piccolo ritratto al gruppo monumentale.

Il busto in possesso del Museo Civico sarà esposto al pubblico non appena sarà possibile tornare ad una situazione di normalità al termine della pandemia.

Lodovico Buscatti

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