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Lunedì inizia la “Fase 2”, ma il Piemonte frena

La tanto attesa “fase 2”, dopo le 8 settimane di chiusura del Paese per il Coronavirus, inizia lunedì 4 maggio all’insegna della cautela. «Non ci sono le condizioni per tornare alla vita normale, rischiamo il contagio esponenziale». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte annunciando i primi provvedimenti per la fase di «convivenza col virus», durante la quale molte persone potranno tornare al lavoro e riapriranno manifatture ed alcune attività economiche, ma che ci vedrà tutti ancora molto limitati nelle attività sociali. Già, perché il Coronavirus non se n’è andato. Anzi, il Piemonte è una delle regioni che fa più fatica a liberarsene – è quella col più alto numero di contagi in rapporto alla popolazione, persino più della Lombardia – e per questo il governatore Alberto Cirio ha già annunciato che nella nostra regione alcune restrizioni resteranno come prima.
I sindaci avranno alcuni spazi di decisione. A Savigliano, per ora, non è ancora emerso un orientamento. «Aspettiamo di vedere le scelte della Regione – dice il sindaco Giulio Ambroggio – e poi ci muoveremo di conseguenza».
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