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Scuole chiuse di sabato? No!

classe vuota

E’ un coro di «no» quello che sta accompagnando la decisione della Giunta provinciale di chiudere, a partire dal prossimo anno, le scuole superiori di sabato.
La scelta è motivata da un risparmio in termini di riscaldamento e trasporti, due voci che pesano sul bilancio provinciale.
Contro questa decisione si stanno schierando però i professori, che vedono nella “compressione” dell’orario (su 5 giorni invece che su 6, con un aumento inevitabile di ore giornaliere) una barriera allo studio a casa ed ai laboratori pomeridiani.
E persino gli stessi studenti, che di solito vorrebbero stare un giorno in più a dormire, si sono detti contrari. La Provincia tornerà sui suoi passi?
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3 commenti

  1. Rido perchè il riscaldamento è a gestione PROVINCIALE e non a carico dell’istituto stesso (ergo le caldaie vengono accese nel giorno X e spente nel giorno Y, se fuori ci sono 30°C poco importa). Se ogni scuola fosse autonoma in tal senso si risparmierebbero quei pochi spiccioli che ripagherebbero dei pochi sabati invernali (saranno sì e no 20-25 giorni scarsi). I trasporti sono sempre più cari e mi pare che gli studenti (o i loro genitori) paghino di tasca loro. Sacrificando cosa poi? L’educazione? la formazione? Meno burocrazia gente, è lì che si perdono soldi, risorse e tempi preziosi

  2. Non c’e’ da stupirsi, come sarebbe semplice la soluzione di cui ve la propongo:
    tempo di crisi?
    stipendi euro 1200 al mese a tutti i burocrati della provincia a partire da GIANNA GANCIA a seguire compreso il nostro concittadino GIULIO AMBROGIO.
    VORREI SAPERE CON QUESTA BANALE SOLUZIONE QUANTO SI RISPARMIEREBBE DA OGGI FINO ALL’INIZIO DEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO.
    CHI HA IL CORAGGIO DI DIRMI L’IMPORTO PER LO MENO NON E’ UN IPOCRITA CHE SCRIVE E COMMENTA SUL SUO GIORNALE UNA SOLUZIONE DA DECIMO MONDO NON DA TERZO.

  3. Penalizzare la cultura e l’insegnamento perchè non si è in grado di “riscaldare” la scuole è un’iniziativa da terzo mondo e non da Paese civile e addirittura da provincia “virtuosa” quale quella di Cuneo si ritiene essere. Già la scuola ha subito nel tempo, grazie alle varie riforme, un decadimento costante: vogliamo ancora ridurre l’orario per una miserrima questione di combustibile ?

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