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Prezzo del latte in Piemonte tra accordi e disaccordi

Raggiunto lunedì a Torino l’accordo sul prezzo del latte in Piemonte. Le organizzazioni agricole ed i caseifici, che si sono incontrati in Regione, hanno confermato l’utilizzo del prezzo indicizzato, limitando però – attraverso un meccanismo – gli eccessi: saranno esclusi ribassi o rialzi superiori al 20% dei prodotti che formano il “paniere” su cui viene calcolato il prezzo.
Tra i caseifici, hanno firmato Biraghi di Cavallermaggiore e Pugliese di Torino, mentre la Inalpi di Moretta, dove si produce il latte in polvere per la Ferrero di Alba, si è presa un momento di riflessione per studiare meglio il nuovo sistema.
Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura, il cuneese Claudio Sacchetto, l’accordo fissa a 36,6 centesimi la quotazione di riferimento del latte in Piemonte (con parametri pari a 3,80 di grassi e 3,30 di proteine).
Differenti le posizioni dopo l’accordo. Per Franco Biraghi (caseificio Valgrana di Scarnafigi), presidente della sezione alimentare della Confindustria di Cuneo, «Non siamo più stati convocati; per noi non esiste alcun prezzo regionale del latte». Invece, per il direttore regionale della Coldiretti, Bruno Rivarossa, «L’accordo è stato firmato da una parte rappresentativa del mondo caseario piemontese».

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