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“Chianoc”, la trattativa si trascina ancora

Non sono bastate quattordici ore di discussione per giungere all’accordo sul futuro delle 45 dipendenti della casa di riposo Chianoc. Oggi (mercoledì), mentre “Il Saviglianese” arriva in edicola, si sta svolgendo un ulteriore incontro.
E dire che venerdì scorso, dopo la prima riunione in municipio durante la quale era ripresa la trattativa, sembrava che i giochi fossero già fatti. Stando ad un comunicato diramato dalla Provincia, dai toni tutto zucchero e miele, l’incontro sarebbe stato «decisivo» e il lunedì successivo si sarebbero dovuti solo più definire alcuni «dettagli».
«Si è trattato – aveva detto l’assessore provinciale ai Servizi Sociali Beppe Lauria – di un confronto esaustivo, che ha permesso di ipotizzare soluzioni condivise per molte delle questioni che generavano preoccupazione. Seguirà la necessaria definizione dei dettagli, nell’interesse dell’intera comunità provinciale e, soprattutto, dei familiari dei degenti e dei lavoratori della struttura. Tutti insieme abbiamo compiuto un importante passo in avanti verso la risoluzione della vicenda dimostrando, tra l’altro, la capacità delle istituzioni di riattivare un discorso che sembrava chiuso».
Invece, lunedì scorso, dopo l’ennesima maratona corsa nei corridoi del municipio, non si è giunti alla tanto agognata firma. Una firma che permetterebbe di ripartire con la ristrutturazione della casa di riposo senza dover passare attraverso un periodo di chiusura stimato tra sei mesi ed un anno, con evidenti disagi per anziani e famiglie. E con tutte le lavoratrici che perderebbero il posto.
Il momento è delicato. La questione è sempre la stessa: la definizione dello stipendio. Paolo Spolaore, presidente del Consorzio Obiettivo Sociale, che dovrebbe rilevare la gestione casa di riposo dopo l’operazione di ristrutturazione, è arrivato fino a 1.102 euro netti, alzando quasi di 50 euro la sua precedente offerta. I sindacati – al tavolo ci sono Cgil, Cisl, Uil e Cub – stanno valutando e discutendo la proposta.
Il tempo stringe sempre più. L’attuale presidente della Chianoc, Angela Ambrosino, aveva dato dieci giorni di tempo per trovare l’accordo, prima di far ripartire l’iter per la chiusura della struttura di via Donatori del sangue e confermare i temuti licenziamenti. Il termine scade venerdì. Se l’intesa non si trovasse, alcuni hanno ventilato l’ipotesi che si possa ricorrere ad un referendum tra le lavoratrici. Ma c’è chi, nonostante la trattativa continui a trascinarsi, rimane ottimista. «Le posizioni si stanno avvicinando – dice il vicesindaco Silvana Folco, che ha seguito la vicenda con il sindaco Sergio Soave e l’assessore Claudio Cussa –; penso sia ancora possibile trovare l’accordo».

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