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Tributi Italia, un anno fa

Giusto un anno fa scoppiava il caso “Tributi Italia”, la società che riscuoteva alcune imposte comunali ma che poi non ne ha versate una bella fetta – più di 540.000 euro – nelle casse municipali. In questi giorni, il Comune ha chiesto di essere ammesso allo stato passivo nella vertenza contro la società. La richiesta è stata avanzata presso la sezione fallimentare del tribunale ordinario di Roma, che si occupa di una vicenda che ha interessato non solo Savigliano, ma anche Comuni di tutta Italia. La Tributi Italia, infatti, è stata dichiarata fallita il 27 luglio scorso. Un anno fa, la sede di via Trento era stata posta sotto sequestro. Intanto, la gestione delle tasse comunali era passata alla Maggioli Tributi.
«Il nostro – spiega l’assessore al Bilancio Gianpiero Piola – è stato un atto formale. Il Comune ha maturato un credito verso la Tributi Italia che ora rivendica. Siamo consci che non sarà facile rivedere i nostri soldi, ma è doveroso provarci».
Su quante possibilità di successo vi siano, Piola non si sbilancia più di tanto. «è difficile – ammette – fare previsioni certe. Quello che ci stupisce, in questa vicenda, è stata la mancanza di vigilanza da parte degli organi centrali. La ditta era iscritta in un albo nazionale e, sebbene in diversi Comuni d’Italia avessero segnalato i loro metodi non proprio ortodossi, ha potuto continuare ad operare tranquillamente». I soldi che mancano a Savigliano, infatti, si riferiscono al biennio 2008/09. L’azienda di riscossione, però, “vanta” in tutto 90 milioni di euro di debiti, con Comuni dell’intero Stivale. C’è chi sta molto peggio di noi: si pensi che la sola Pomezia deve avere indietro ben 22 milioni!
Intanto, come si suol dire, “paga Pantalone”, perché quelli sono soldi dei contribuenti che si sono volatilizzati. Contabilmente, ancora no, ma poco ci manca. «Formalmente nel nostro bilancio non c’è quel buco – spiega ancora l’assessore Piola – perché solo quando il credito dovesse venire dichiarato inesigibile, i soldi andrebbero a mancare materialmente nelle casse municipali. Siamo però pronti al peggio: ogni anno, parte dell’avanzo di amministrazione viene messo in un fondo che andrebbe a coprire l’ammanco».

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