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Schiarita per il caseificio “Reale”?

Racconigi. La situazione all’ex-Caseificio Reale, fallito il 18 giugno scorso, sembra andare verso una schiarita. «Dall’ultima assemblea, fatta a Racconigi il 22 settembre, si sono sviluppate al meglio parecchie situazioni in positivo per le maestranze – comunicano i sindacalisti Fortunato La Spina (Fai-Cisl) e Paolo Capra (Flai-Cgil) –: prima fra tutte il pagamento da parte dell’INPS dei mesi mancanti di Cassa integrazione ordinaria, grazie ad un ulteriore sforzo congiunto da parte del sindacato territoriale Fai e Flai, consulente e Inps. L’altra buona notizia è che da parte della Banca Regionale Europea è partito l’anticipo della Cassa integrazione straordinaria: ai lavoratori è stata corrisposta una prima trance economica con più mensilità per il periodo compreso dal 18 giugno al 30 settembre. Altri soldi verranno poi corrisposti mensilmente fino a scadenza della suddetta. Questo risultato è stato possibile grazie alla piena e totale collaborazione tra sindacato territoriale Fai e Flai e la B.R.E, Inps e consulente».
«Nella prima udienza presso il tribunale di Saluzzo avvenuta il 18 ottobre – proseguono i due sindacalisti –, vi è stata l’insinuazione allo stato passivo per tutti i lavoratori per il recupero dei loro crediti mancanti. Inoltre abbiamo appreso la notizia che non ci sono state offerte per l’acquisizione del Caseificio  Reale, e pertanto il curatore, assieme al giudice, si sono attivati per fare un’asta pubblica».
Fortunato La Spina e Paolo Capra tengono a ringraziare “tutte le istituzioni, in particolare l’Inps di Cuneo e la B.R.E di Racconigi, per la piena ed efficacia collaborazione nel portare a termine gli impegni presi”.
«Ancora una volta siamo a ribadire la situazione su quel territorio che è, e resta, drammatica per intere famiglie – concludono –, stiamo seguendo e monitorando costantemente, di concerto con il Curatore fallimentare di Torino, l’ipotesi che dall’asta pubblica esca qualche soluzione concreta, mirata  a tutelare e far ripartire l’occupazione di quel sito produttivo. Questo è stato il nostro obiettivo fin da subito, e continuerà ad esserlo anche per il futuro, speranzosi di ridare un lavoro e una dignità a tutti/e quei lavoratori e lavoratrici».

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