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Microcredito per chi ha bisogno

Dai primi 27 dollari concessi alle donne di un villaggio del Bangladesh fino ad oggi, il microcredito si sta espandendo in tutto il mondo. A Renato Ruffino, volontario della Onlus Fondazione San Martino, abbiamo chiesto cos’è e come funziona questa forma di finanziamento.
Che cos’è il microcredito?
È nato dall’esigenza di dare aiuto e sostegno alle fasce più deboli, a quelle che in banca non vengono prese in considerazione o non possono ricevere attenzione.
In che senso?
La banca generalmente non prende in considerazione richieste basse oppure, se il richiedente non è in grado di prestare garanzie adeguate, la banca non può prendere in considerazione una richiesta di finanziamento.
Voi invece lo fate?
Certo, perché normalmente si tratta di piccole somme, al massimo 3.000 euro (la maggioranza dei microcrediti concessi dal nucleo di Saluzzo, dove opero, si aggira intorno ai 1.500 euro). Non è beneficenza, ma attività creditizia vera e propria, finalizzata a stimolare la responsabilità e la capacità di chi riceve il finanziamento mettendolo in condizione di poter realizzare il proprio progetto di vita o di poter superare un momento di difficoltà economica.
Ma come avviene la concessione del credito?
C’è un nucleo di valutazione composto da alcuni elementi con esperienza nel settore (pensionati bancari), la cui preparazione è tale da poter fare le necessarie valutazioni ed espletare tutte le pratiche necessarie. Generalmente, sono i parroci che segnalano queste persone, ma ci sono anche  gli assistenti sociali e gli operatori sociali del territorio.
Dopo la segnalazione, il nucleo di valutazione fa una prima selezione per verificare se il prestito ha ragione di esistere e se chi lo richiede è in grado di restituirlo.
Ma chi è che finanzia l’iniziativa?
Il progetto è sostenuto dalla disponibilità delle 5 diocesi della provincia (Alba, Mondovì, Saluzzo, Cuneo e Fossano) che si sono unite insieme nella Onlus Fondazione San Martino. Le diocesi e la Fondazione CRC hanno messo a disposizione un fondo consistente di euro tale da garantire erogazione di questi prestiti che vengono concessi dalla Bre Banca ad un tasso di interesse dello 0,75%.
Il prestito è da per qualsiasi necessità oppure vi dev’essere qualcosa di specifico?
No. Tutte le spese vanno documentate. Diamo credito a chi ha necessità ben precise.
Ad esempio?
Può esserci la persona che deve cambiare casa e necessita di quei 2.000 euro che servono a pagare trasloco e cauzione della nuova abitazione, oppure il giovane che deve prendere la patente e non ha 1.000 euro da spendere (in questo caso chiediamo la garanzia di un genitore). Molto spesso, però, si tratta di persone anziane con la pensione bassa, che non riescono a pagare le spese del riscaldamento. Quest’inverno, ad esempio, molti anziani si sono trovati in difficoltà a versare 500-600 euro tutti insieme.
Sono questi i “nuovi poveri”?
Sì, sono persone che possono andare in crisi al minimo imprevisto finanziario. Pensi ad esempio ad una madre separata che lavora a stipendio basso e che deve mettere l’apparecchio per i denti ai figli…  oppure le spese universitarie: per alcune famiglie, pagare la rata tutta insieme può essere un vero salasso.
Le rate dunque sono piccole?
Sì, massimo 100 euro al mese e per un periodo che non supera i 24 mesi.
Ma c’è qualcuno che non paga?
L’insolvenza è molto bassa e si aggira introno al 3%; in queste situazioni, per ripianare il debito, interviene il fondo di garanzia. Ci sono anche persone che magari ritardano i pagamenti, oppure versano solo una parte della rata, ma in questi casi, comunque, si arriva sempre ad onorare il debito.

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