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Coppie di fatto: Cavallermaggiore dice «Sì» al registro

Il Consiglio comunale di martedì scorso, 11 maggio, è stato caratterizzato da un’accesa discussione sul problema delle coppie di fatto, sollevato da Enrico Dabbene ed anticipato da “Il Saviglianese”.
In Italia, oggi, le unioni di persone conviventi, ma non sposate, in chiesa o in comune, non sono riconosciute. Ciò vale sia per gli etero sia per gli omosessuali. Dabbene, consigliere degli “Indipendenti” di Baravalle, ha voluto quindi dare un segnale simbolico a favore di tali minoranze, chiedendo di istituire presso il nostro comune un registro delle coppie di fatto, privo di valore giuridico, dove queste persone possano essere iscritte.
La mozione è rivolta alle coppie etero non sposate e soprattutto agli omosessuali. «La creazione di un registro – ha detto il promotore – potrebbe aiutare persone che vivono insieme perché legate da affetto, ma oggi discriminate e dare un segnale in occasione del 17 maggio, giornata contro l’omofobia». Non appena si è aperta la discussione, però, il consigliere di opposizione Lamberto ha detto prima di abbandonare il tavolo: «Ho avuto mandato dagli elettori di occuparmi dei problemi della città e non di questioni legislative». È quindi uscito, sedendosi tra il pubblico. La parola è passata allora al sindaco Baravalle, che ha annunciato voto favorevole «per dare riconoscimento a queste coppie, in crescita, anche se non legate da vincolo civile o canonico».Anche Chiara Toselli si è detta a favore: «Bisogna rispettare le libertà personali» ha detto. Per il sì al registro si è espresso inoltre Gattino: «In comune si devono valutare i diritti di tutti, omo ed etero, al di là delle convinzioni personali». Favorevole pure Racca, per il quale «Viviamo in una società sessuofoba. La mozione è simbolica, ma è un passo avanti verso una legge». «In un paese civile – ha aggiunto Piacenza – si sarebbe già deliberato in materia. Sposo pienamente la proposta di Dabbene».
Altri consiglieri erano, invece, contrari. Luisa Cigna, ad esempio,  ha annunciato che, pur essendo contraria all’omofobia, avrebbe votato contro. «Per me la coppia è formata da un uomo e una donna – ha detto – che se vogliono hanno gli strumenti per tutelarsi». Le ha fatto eco un altro consigliere di maggioranza, Alessandro Abrate che, pur ribadendo il suo rispetto verso tutti, ha detto che non se la sentiva, in coscienza, di votare a favore. Franco Ferrero, leader della minoranza, ha aggiunto: «L’argomento delle coppie di fatto è politico, privato, personale; dato che in Italia non c’è una legge, i comuni non hanno potere in materia. Il registro sarebbe senza valore». Contrario anche Baradello, per il quale «Non si può certificare l’affetto e misurare la responsabilità delle persone. Il sindaco ha detto che certificherà un documento nullo. Il registro, giuridicamente, è un guazzabuglio». Insomma, le coppie di fatto hanno spaccato maggioranza ed opposizione. Prima del voto finale, altri due consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’assemblea: Ferrero e Raso.
Il registro è stato approvato con soli 13 consiglieri in aula (Tere Martini era assente), con 10 voti a favore e 3 contrari (Cigna, Abrate e Baradello). Dal numeroso pubblico presente per sostenere la mozione si è levato un applauso.

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