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D’Alessandro: «A Savigliano necessarie più telecamere»

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Fulvio D’Alessandro, consigliere delegato dal sindaco in materia di sicurezza, ha passato gli ultimi mesi a raccogliere dati, ad incontrare i saviglianesi e le forze dell’ordine per capire quale sia la situazione nella nostra città. La sua conclusione è netta: servono più telecamere per la videosorveglianza e più Vigili impegnati nel controllo del territorio (oggi sono sotto organico e vengono utilizzati per troppi compiti amministrativi). Il consigliere della “Civica”, giovedì sera, in aula, ha polemizzato sul fatto che in passato, per scelta ideologica, la Giunta Comina avesse ostacolato l’introduzione della videosorveglianza, rifiutando di partecipare ai bandi di finanziamento. «Abbiamo 5 telecamere fisse e 2 mobili – ha lamentato D’Alessandro – come Cervere (1.700 abitanti), mentre Alba e Mondovì ne hanno il doppio, Fossano e dintorni addirittura trenta».
Il sindaco ha replicato che considera la sicurezza un tema importante, tant’è che ha delegato un consigliere ad occuparsene. Soave ha ricordato che è vero che i Vigili sono sotto organico (sono 18 invece di 21), ma che negli anni scorsi il loro è stato l’unico comparto comunale a crescere (in origine erano solo 13). «Concordo che la questione sicurezza non deve avere colore politico. La passata amministrazione aveva puntato di più sui progetti di prevenzione, come l’educativa di strada. Ora noi non diremo “no” alla richiesta d’installare altre telecamere e, se ci saranno nuovi bandi di finanziamento, vi parteciperemo senz’altro» ha dichiarato il primo cittadino. D’Alessandro si è detto soddisfatto della risposta ricevuta, ma ha ricordato anche che in molti programmi del passato era prevista l’istituzione del “Vigile di quartiere”, il «Bobby» (all’inglese). Una promessa sempre disattesa.
Sono seguiti poi gli interventi di tutti i gruppi (li potete leggere nella colonna qui a fianco, ndr); solo Francesco Boglione di Savigliano Democratica non si è espresso. Pdl e Lega Nord – per bocca di Marco Buttieri e Guido Ghione – hanno sposato in pieno la linea di D’Alessandro, ricordando che «quel che dice lui oggi, noi lo sosteniamo da dieci anni». Anche Max Gosio (Udc) si è detto concorde ad un eventuale aumento di occhi elettronici, annunciando però di avere un nuovo progetto, il “Vicino amico”, che il suo gruppo presenterà prossimamente.
Se è vero che i “nemici” gli hanno reso onore, D’Alessandro ha poi dovuto pararsi dal “fuoco amico”. Più volte, sentendo le parole prima di Giacomo Daniele (Pd) e poi di Luca Grindatto (Città Futura), dedicate a lodare più i progetti di prevenzione che l’aumento della videosorveglianza, si è indispettito: ha allargato le braccia, ha scosso il capo… Alla fine ha dichiarato fuori dai denti: «Contineranno a perdere voti». Eppure nessuno si era espresso in modo totalemente contrario alla sua proposta.
Visto che la tensione saliva, Soave è di nuovo intervenuto. «Quello della sicurezza – ha evidenziato – è un tema dove contano molto le pulsioni personali. Chiedo a D’Alessandro di capire se le città dove sono state messe più telecamere hanno avuto dei reali benefici. Se la risposta è sì, sarà quella la strada da seguire. Vedremo inoltre di cercare di sgravare i Vigili da alcune competenze amministrative, per impiegarli nel controllo del territorio. Difficile il discorso del “Vigile di quartiere” con gli attuali organici, mentre la proposta di Gosio si può valutare».

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