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Rotonde “spoglie” alle porte di Racconigi

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Le prime rotatorie ad entrare in funzione sono state in Gran Bretagna nel 1966, la Francia ne ha fatto un regolamento stradale nel 1983 e da quel momento, a poco a poco, il “rondeau” alla francese si é diffuso in tutta Europa. Il primo Comune italiano ad adottare le rotonde è stato Lecco nel 1989, Cattolica dopo averle realizzate ha verificato nel primo anno la riduzione da 1800 a 300 incidenti stradali. Se i benefici dello spartitraffico circolare sono la moderazione e lo snellimento del traffico, esiste anche una componente negativa che è quella che occupano più spazio di un semaforo e che il numero elevato di rotatorie tende a rendere un paese meno funzionale per quanti non utilizzano l’automobile.
Negli ultimi anni si può notare una massiccia introduzione di rotonde anche sul nostro territorio. Rassicuranti e piacevoli sono quelle ricche di vegetazione con fiori multicolori, o quelle che si riallacciano ai prodotti locali oppure alle attività produttive del Comune stesso. Ad Alba per esempio molte rotatorie, anche di grandi dimensioni, sono caratterizzate da filari d’uva, alberi da frutta, piante e cespugli tipici della collina. Caramagna punta su due tradizionali carretti a grandezza naturale, sponsorizzati dalle Fattorie Osella. Carmagnola sulla nuova rotonda nei pressi del cavalcavia ferroviario ha posizionato le sagome di peperoni stilizzate da Coco Canu. E si potrebbe continuare.
Le cinque rotonde disseminate lungo la nuova tangenziale di Racconigi, dalla Pedaggera allo Zuccherificio, in questo momento non sono invece assolutamente “invitanti”. Anzi, diciamo pure che sono brutte, per i racconigesi e per i turisti che arrivano a visitare la nostra città.
Come mai, assessore Allasia, nessuno si è ancora preso cura delle nostre rotatorie per renderle più belle? «L’impegno dell’Ares è quello che, conclusi i due anni di collaudo provvisorio e le procedure catastali necessarie, procederà al trasferimento delle proprietà delle rotonde. A questo punto responsabile delle rotatorie sarà la Provincia, mentre i sottopassi, le complanari, i fossi e l’impiantistica saranno a carico del Comune, come pure l’illuminazione delle rotatorie stesse».
A questo punto si potrà sperare in un arredo adeguato? «Auspico che per la vocazione turistica della città, con la presenza del Castello reale, la Provincia voglia fare una riflessione sulle rotatorie di Racconigi come ingresso della Granda. Auspico anche che la Soprintendenza usufruisca di queste aree come spazi ed elementi pubblicitari per gli eventi del castello, iniziativa che anche il Comune potrebbe imitare».

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