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Arrivano i vaccini per l’influenza A

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È partito il piano anti-influenza A anche nella nostra regione. Una parte delle dosi di vaccino sono pronte, ma si tratta di un numero ancora insufficiente a coprire i quasi 70 mila operatori sanitari che lavorano nelle strutture piemontesi. Altri arrivi sono in programma nei prossimi giorni ed intanto anche militari e Vigili del fuoco si preparano a sottoporsi al vaccino; dopo di loro toccherà alle donne in gravidanza (2° e 3° trimestre) ed ai bambini.
Nella nostra Asl la situazione è sotto controllo, con le prime dosi che arriveranno si comincerà a vaccinare medici e pediatri di famiglia e poi via via tutti gli altri. Le categorie che saranno sottoposte alla cura preventiva sono parecchie; dopo il personale sanitario, e quello che opera nei servizi pubblici essenziali, il vaccino sarà esteso all’intera popolazione, ma è bene ricordare che non c’è nulla di obbligatorio. Saranno i medici di base a consigliare i loro pazienti circa l’opportunità della vaccinazione. «I casi di influenza pandemica  – ci dice il dr. Domenico Montù, responsabile del servizio prevenzione della nostra Azienda sanitaria – nell’Asl Cn1 non sono aumentati e non esiste al momento nessuna emergenza sanitaria. Per ora stiamo organizzando la campagna vaccinale e nei prossimi giorni, in relazione al numero di dosi di vaccino anti influenza A che giungeranno, decideremo come agire».
La macchina organizzativa si è dunque messa in moto; tutto dipenderà dal numero di dosi di anti virus H1N1 che arriveranno. L’antidoto sarà, come si è detto, somministrato innanzitutto al personale sanitario e poi si vedrà come estendere la campagna vaccinale alla popolazione e se sarà il caso di allestire grandi centri oppure effettuare delle prenotazioni nei centri di vaccinazione delle Asl o presso i medici e pediatri di base, come programmato da alcune regioni italiane.
«In attesa di capire come si evolverà la situazione è necessario – si raccomanda il dr. Montù – attenersi alle normali norme igienico sanitarie (lavarsi spesso le mani, coprire la bocca in caso di sternuti o colpi di tosse, non frequentare luoghi affollati se si è debilitati), ma soprattutto non correre dal medico od al Pronto Soccorso se compaiono i sintomi tipici dell’influenza. Basterà una telefonata al proprio dottore di famiglia e questi valuterà il da farsi».
Esistono, infatti, diverse forme influenzali, non tutte riconducibili a quella pandemica, e sarà il medico a diagnosticarle. È bene ricordare che con i primi freddi arrivano altre forme virali di lieve entità, che nulla hanno a che vedere con l’influenza A. Niente allarmismi, dunque, ma semplicemente prendere le normali precauzioni del caso.
Intanto, per far fronte all’influenza cosiddetta stagionale, è partita l’annuale campagna di vaccinazioni. Già dai prossimi giorni, i medici di base inizieranno a somministrare le dosi di vaccino anti influenzale ai loro pazienti, ma è opportuno sottolineare come gli effetti di ogni singolo vaccino siano legati essenzialmente al singolo tipo di influenza e quindi non offrano copertura per altre forme virali.

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