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Soave rientra nel governo dell’Asl

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Sergio Soave è stato accorto. Venerdì scorso, a Cuneo, nell’ambito dell’assemblea dei sindaci della nostra Asl, è entrato a far parte della “Rappresentanza”, una sorta di governo dell’azienda sanitaria da cui il suo predecessore, Aldo Comina, era rimasto fuori suscitando un vespaio di polemiche.
Era il 25 gennaio 2008. L’allora primo cittadino si era fatto da parte a favore di una rappresentante dei piccoli Comuni e della montagna: i cinque posti erano andati a Fossano (Francesco Balocco, che divenne presidente della Rappresentanza), Mondovì (Stefano Viglione, che diventò vice), Saluzzo (Paolo Allemano), Cuneo (Alberto Valmaggia) ed – a sorpresa – a Garessio (Valeria Anfosso). Tutte le maggiori città del territorio dell’Asl erano dunque presenti in tale organo (dove si prendono le decisioni più importanti), meno Savigliano.
Le critiche arrivarano da ogni dove. Cominciò il capogruppo di Forza Italia Marco Buttieri, presidente della Commissione comunale per l’ospedale, a cui si accodò tutta la minoranza. Anche i “suoi”, seppur in modo velato, bacchettarono Comina. Persino l’allora sindaco di Cavallerleone, Giovanni Bongiovanni, lamentò una totale mancanza di accordi per eleggere un rappresentante del nostro territorio.
Comina successivamente divenne presidente del distretto Savigliano-Fossano, una carica – sempre nell’ambito del governo dell’Asl – che però non prevede diritto di voto. Lui si giustificò con il fatto che «tutte le decisioni sono sempre state prese collegialmente, senza bisogno di arrivare al voto» e la polemica pian piano si spense.
Ora, Soave ha fatto ben attenzione a non rinfocolarla.
La Rappresentanza andava rinnovata perché, dopo le elezioni, molti volti sono cambiati sulle poltrone dei municipi. Venerdì, erano presenti 111 primi cittadini su 175. Savigliano è rientrata e Garessio è uscita. Confermati gli altri quattro componenti: Fossano, Saluzzo, Mondovì e Cuneo (i sindaci sono ancora gli stessi). I centri minori parteciperanno agli incontri con un delegato per ogni distretto (in tutto sono 7). Costui, come detto, non avrà diritto di voto, ma solo di parola.

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