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Dopo i lavori, riaperta la chiesa dell’Assunta

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Giovedì 2 luglio è avvenuta, dopo la lunga opera di restauro interna ed esterna, la riapertura al culto della chiesa dell’Assunta. Erano presenti il sindaco Sergio Soave ed i vertici della Cassa di Risparmio di Savigliano: il presidente Guido Brondelli, il presidente della Fondazione Roberto Governa accompagnato dal vice-presidente Baretta e l’amministratore delegato Giuseppe Allocco. Numerosa la presenza di fedeli, che ha occupato ogni spazio disponibile.
La celebrazione è iniziata con l’ingresso in processione, dalla porta principale del santuario, del Vescovo Mons. Guido Fiandino, dei sacerdoti don Cesare Giraudo, don Sergio Boarino e don Maurilio Rayna, preceduti dal diacono Scarati e dai chierichetti. Appena giunti all’altare, ha preso la parola il parroco di San Pietro, che ha ringraziato il Vescovo per la presenza significativa, tutte le autorità e le persone presenti. Un pensiero di riguardo è stato rivolto alla Fondazione CRS, che si è accollata l’intero onere del recupero, come dono alla città, per ricordare degnamente i 150 anni di presenza sul territorio della Banca Cassa di Risparmio di Savigliano. Ha quindi ceduto la parola al Vescovo ed è iniziata la Celebrazione Eucaristica in un clima di comunione e familiarità, perché Mons. Fiandino, saviglianese di origine – legato alla città dalla sua famiglia che vi risiede e per le lunghe amicizie che conserva – ha saputo creare subito, con poche ma significative parole, un clima raccolto e familiare. Durante l’omelia ha poi preso spunto dalla bellezza del tempio restaurato, citando la frese “La bellezza salverà il  mondo”, passando poi ad esaminare i segni esteriori della fede come il segno della croce fatto quando si passa davanti ad una chiesa indicante il luogo di una presenza, segno esteriore che lo aveva colpito da bambino da cui si era poi sviluppata una fede adulta interiorizzata. Riprendendo poi il discordo sulla bellezza, che in questo santuario straripa da ogni parte, ha citato Cesterton, il quale afferma che nel mondo non mancano “le meraviglie”, bensì “la meraviglia”, cioè la capacità di stupirci si fronte al volto rugoso di un vecchio o di un bambino, ammirando un fiore o di fronte all’alba o al tramonto. Ha concluso rifacendosi all’Assunta, che è una donna appartenente all’umanità come noi, ma anche diversa da noi, la cui estesa venerazione deriva dal fatto che ha vissuto le nostre stesse difficoltà e che quindi come suo figlio Gesù sa intercedere per noi.
La celebrazione, accompagnata dai canti in latino del coro “Fergusio” diretto dal maestro Rinaldo Tallone, si è conclusa con la benedizione solenne da parte del Vescovo Guido, che si è poi intrattenuto amabilmente con i presenti.

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