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Gianna Gancia, la prima donna a guidare la Granda

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Gianna Gancia è la nuova presidente della Provincia. Lo hanno decretato i cittadini della Granda che le hanno attribuito 179.172 voti (54,06%). L’esponente leghista, appoggiata dal Pdl e da alcune liste civiche, è riuscita a spuntarla al primo turno e sarà la prima presidente donna. La Gancia precede nell’ordine Mino Taricco, candidato del centrosinistra, che ha ottenuto 100.658 voti (30,37%), Teresio Delfino (Udc) 25.062 (7,56%), Tullio Ponso (Idv) 13.775 (4,15%), Ivan Di Giambattista (Prc) 6.011 (1,81%), Paolo Chiarenza (La Destra) 3.494 (1,05%), Marco Carpani (Pse) 1.662 e Luciano Curetti (Pcl) 1.538 (0,46%). Primo partito, il Pdl col 23,26% (ma la Lega è lì, al 22,46%).
Gli elettori hanno anche premiato il nostro concittadino Giulio Ambroggio (Pd) ed il cavallermaggiorese Francesco Toselli (Pdl), che siederanno in Consiglio provinciale.
Gianna Gancia – 36 anni, originaria di Narzole e compagna del ministro Calderoli – aveva detto di voler giocare le sue canches puntando sulla concretezza e di essere intenzionata ad ignorare i pettegolezzi fatti circolare ad arte per screditarla agli occhi della gente. Inoltre, non perdeva occasione per sottolineare di essere un volto nuovo, di non far parte di meccanismi di potere e di essersi candidata alla presidenza della Provincia per dare alla Granda la voce che merita. Adesso, però, dovrà passare dalle parole ai fatti e mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. A tal fine, anzitutto dovrà adoperarsi per costituire una giunta forte, composta da assessori capaci, con le idee chiare e poco inclini ai pettegolezzi della politica. «Sono molto soddisfatta del risultato ottenuto – ha commentato a caldo –. Ora devo ricambiare al meglio la fiducia degli elettori. Speravo nella vittoria, ma temevo di andare al ballottaggio. Questo risultato netto è merito dei cittadini che credono in me e che ringrazio di cuore».
Mentre nel centrodestra si stappavano bottiglie di spumante, nelle altre coalizioni si cercava di fare buon viso a cattivo gioco. Tra i principali “bocciati” c’è il candidato del centrosinistra Mino Taricco. «Ho vissuto le ore dello scrutinio con serenità –  ha dichiarato l’assessore regionale –. Ho preso atto della decisione dei cittadini, che hanno individuato in Gianna Gancia il nuovo presidente al primo turno. Pensavo di andare al ballottaggio, non è stato così, e ora lavorerò con il mio staff per fare un’opposizione di controllo».
Sulla  stessa lunghezza d’onda si è anche espresso Teresio Delfino. «Il nostro risultato – ha sottolineato il parlamentare – testimonia un buona presenza dell’Udc sul territorio. È stato un buon punto di partenza che poteva anche essere migliore, se non ci fosse stato il forte vento leghista a frenare la nostra ascesa. Siamo comunque sereni perchè il nostro partito è una forza viva».
Adesso, finita la bagarre elettorale, a fGianna Gancia non rimane che tirarsi su le maniche, dimostrare di che pasta è fatta e far quindi diventare per davvero “grande la Granda”.

Dino Pagliero�

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