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Il pomeriggio racconigese di Emanuele Filiberto

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Due settimane fa era passato a Racconigi di tutta fretta: due o tre strette di mano con i clienti dei bar centrali e poi via. Domenica 31 maggio Emanuele Filiberto è ritornato. Erano le 17,30 quando è comparso in piazza Carlo Alberto e si è fermato in città fino alle 19. Ad accoglierlo c’erano il sindaco Adriano Tosello, gli assessori Enrico Mariano e Andrea Beltrando con il fratello Giacomino e Angelo Giovenale.
Ha girato tra la gente, è salito su due pullman dell’Oftal che stavano partendo dopo la visita al castello, ha salutato e si è fatto ritrarre in foto. Dopo una tappa al castello dove era nato il nonno Umberto II si è avviato a piedi verso il santuario di Madonna delle Grazie, in Borgo Macra. Alcuni giovani lo invitano al bar d’angolo: Emanuele Filiberto promette loro che passerà più tardi (cosa che non farà). Entrato nel Santuario Reale accende due ceri a San Giuda Taddeo, il santo dei miracoli impossibili.
Affettuoso l’incontro con il rettore del santuario, don Troja, che racconta all’erede dei Savoia momenti di vita vissuta della famiglia reale a Racconigi. Quando esce non trova un bagno di folla ad attenderlo: solamente un gruppetto di curiosi che lo salutano e si fanno firmare un autografo.
La visita è finita: Emanuele Filiberto ed il suo seguito salgono su tre auto lussuose e si allontano da Racconigi.

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