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Trasferiti i parroci saviglianesi, rimane solo don Cesare

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È ufficiale! I parroci che attualmente operano in città, insieme al vice-parroco di San Giovanni, don Mario Fassino, lasciano per altra destinazione. Verranno sostituiti da un gruppo di tre sacerdoti che vivranno insieme in un’unica casa a Sant’Andrea. Lo hanno reso noto i parroci in settimana, con una lettera distribuita tra i fedeli.
Solo sabato, però, sapremo ufficialmente dove saranno destinati quelli che lasciano ed i nominativi di quelli che arrivano. Qualcosa, però, è già trapelato. Il nuovo abate di Sant’Andrea sarà don Paolo Perolini, sacerdote già conosciuto a Savigliano per esser stato viceparroco a San Giovanni. Si occuperà della cura delle parrocchie di Sant’Andrea e San Pietro, dove sarà coadiuvato da don Cesare (che, pur pensionato, sarà l’unico sacerdote che di fatto rimarrà in città). Degli altri due non si conosce ancora il nome, ma si sa che saranno destinati uno alla Pieve ed uno a San Giovanni.
Il cambio è previsto per settembre. Dove andranno i nostri sacerdoti? Don Sergio andrà in una delle due parrocchie del Lingotto, a Torino. Don John rientrerà nella diocesi di Fossano e dovrebbe trasferirsi al santuario di Cussanio (ma non sarà il nuovo rettore). Don Corrado, infine, proseguirà il suo ministero a Madonna dell’Olmo, frazione di Cuneo.
Evidentemente ogni cambiamento genera malumore e scompiglio. Non è facile vedere amici che se ne vanno mentre non se ne comprendono con chiarezza le ragioni, visto che la comunità dei fedeli non è stata coinvolta nelle scelte. Infatti, i laici che tutto l’anno si dedicano al funzionamento delle parrocchie sono stati completamente esclusi da questa importante decisione, che invece è – come si suol dire – “caduta dall’alto”.
“Non vi nascondiamo e non ci nascondiamo che questa operazione ha un costo affettivo non indifferente per voi e per noi – scrivono infatti i parroci nella lettera che riportiamo a fianco – ma siamo convinti che sia per il bene delle nostre comunità parrocchiali saviglianesi…”. Gli attuali pastori ci chiedono di prepararci ad accogliere ed a collaborare coi nuovi sacerdoti, come abbiamo fatto con loro anni fa.

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